Parola dello stesso Kamil Grabara, arrivato alla Juventus in prestito dal Wolfsburg dopo la doppia partenza di Mattia Perin e Michele Di Gregorio.
Calciomercato Juventus: via Mattia Perin e Michele De Gregorio, spazio a Kamil Grabara. Sarà proprio il classe 1999 arrivato in prestito dal Wolfsburg il secondo portiere bianconero alle spalle di Guglielmo Vicario e il polacco (a cui è stato assegnato il numero 1) ha rivelato di ritenere decisivo per il blitz di mercato l’intervento di un suo connazionale che tanto bene ha fatto in passato a Torino. Si tratta, ovviamente, di Wojciech Szczesny.
“Ho parlato con lui e siamo in contatto da molto tempo – ha ammesso Grabara nella sua prima intervista per i canali ufficiali della Juventus -. Da quando lo conosco ci siamo sempre sentiti tanto e sono abbastanza sicuro che sia stato lui a parlare bene di me al club. Credo mi abbiano chiamato per questo, quindi voglio ringraziare Wojciech”. I bianconeri tornano ad abbracciare un portiere polacco dopo che lo stesso Szczesny aveva risolto il proprio contratto nel 2024 per lasciare posto proprio a Di Gregorio. Il neo numero 1 della Vecchia Signora fu anche il terzo del suo predecessore ai Mondiali 2022, dove entrambi furono convocati per la Polonia.
Del resto, il legame di Szczesny con la Juventus resta profondo e dichiarato. In una recente intervista rilasciata a ‘GQ Polonia’, il portiere aveva spiegato come il club bianconero lo abbia plasmato come professionista: “Mi ha costruito, mi ha insegnato la disciplina, perché è una squadra completamente diversa da quelle che conoscevo. Lì, vincere è l’unica cosa che conta. E ho potuto impararlo”. Parole che fotografano perfettamente l’eredità che Szczesny ha lasciato a Torino e che ora, indirettamente, si prolunga attraverso la figura di Grabara.
Sul fronte delle uscite, la partenza di Di Gregorio era stata definita sulla base di un prestito al Bournemouth da 2 milioni con diritto di riscatto fissato a 14 milioni. Qualora il club inglese decidesse di non esercitare l’opzione, è prevista una penale da 1,5 milioni. Per l’ex Monza erano tramontate le ipotesi legate a un ritorno in Brianza e alla Lazio, mentre anche l’Olympique Marsiglia si era orientato su altri profili. Grabara, dal canto suo, arriva dal Wolfsburg in prestito con diritto di riscatto: alto 195 centimetri, il portiere polacco ha maturato esperienze con Aarhus e Huddersfield prima di affermarsi al Copenaghen, club dal quale era poi transitato in Bundesliga.
Diversa la destinazione scelta da Perin, che ha lasciato definitivamente la Juventus — e per la prima volta dal 2018 non è più di proprietà bianconera — per trasferirsi al Palermo in Serie B a titolo definitivo, con un indennizzo di circa 500mila euro nelle casse della Vecchia Signora. Una scelta che consentirà al portiere di trovare la continuità che negli anni torinesi gli era stata quasi sempre negata: in otto stagioni con la maglia bianconera, Perin era sceso in campo appena 34 volte in Serie A, ricoprendo il ruolo di vice dei vari Szczesny, Buffon e infine Di Gregorio.
La doppia partenza di Perin e Di Gregorio ha peraltro prodotto un effetto collaterale di portata storica. Con il trasferimento del portiere ciociaro in cadetteria, la Serie A si ritrova per la prima volta da quasi un secolo senza un solo calciatore che vanti almeno una convocazione a un Mondiale con la Nazionale italiana. L’Italia non partecipa alla rassegna iridata dall’edizione del 2014 in Brasile, e Perin — che in quella spedizione non scese mai in campo in quanto terzo portiere — era rimasto l’ultimo testimone di quell’era ancora attivo nel massimo campionato nostrano. Una situazione che non si verificava dal 1934, anno della conquista della prima Coppa Rimet da parte degli Azzurri di Vittorio Pozzo.