Risolto il rebus panchina anche per i rossoblù, ma la singolare combinazione anagrafica non è passata inosservata.
A poco più di ventiquattr’ore dalla risoluzione consensuale con Vincenzo Italiano (che saluta le Due Torri dopo due anni, il primo dei quali culminato con una storica Coppa Italia) il Bologna ha già trovato il suo erede. Il casting della dirigenza emiliana si è chiuso con un colpo a sorpresa e dal respiro internazionale: Domenico Tedesco sarà il nuovo allenatore rossoblù.
Accantonate le piste che portavano a Di Francesco, Palladino e De Rossi, il responsabile dell’area tecnica Giovanni Sartori e il direttore sportivo Marco Di Vaio hanno accelerato con decisione, trovando l’accordo totale con il tecnico ex Fenerbahce sulla base di un contratto a lungo termine (fonti vicine all’ambiente rossoblù parlano di due anni con opzione per il terzo) che lo legherà al club almeno fino al 30 giugno 2028.
Nel frattempo, sui social è esplosa l’ironia: il passaggio da Italiano a Tedesco ha scatenato una valanga di battute, giochi di parole e meme, complici anche le biografie dei due allenatori che sembrano fatte apposta per alimentare la confusione. Vincenzo Italiano, infatti, è nato a Karlsruhe, in Germania, ma è italiano a tutti gli effetti. Domenico Tedesco, al contrario, è nato in Calabria ma è cresciuto in Germania e ha la cittadinanza tedesca. Un incrocio quasi comico che il web non si è lasciato sfuggire, trasformando la notizia in un piccolo caso virale.
Nato a Rossano Calabro 40 anni fa ma cresciuto in Germania, Tedesco rappresenta il prototipo dell’allenatore moderno. Laureato in ingegneria gestionale e primo del suo corso alla celebre scuola allenatori di Hennes-Weisweiler (davanti a Julian Nagelsmann), si affaccia per la prima volta in assoluto nel calcio di massima serie italiano.
Alle spalle, però, ha già una carriera e un curriculum europeo di primissimo piano, avendo guidato club di vertice e contesti di grande pressione. Dopo gli esordi nei settori giovanili di Stoccarda e Hoffenheim, la sua prima vera impresa arriva all’Erzgebirge Aue con una miracolosa salvezza in seconda divisione. Subito dopo compie il grande salto allo Schalke 04, conquistando un clamoroso secondo posto in Bundesliga a soli 31 anni, per poi trasferirsi allo Spartak Mosca, dove centra il secondo posto in campionato e il ritorno nelle coppe europee.
Rientrato in Germania, firma lo storico trionfo del Lipsia in Coppa di Germania prima di diventare commissario tecnico del Belgio, guidato nella transizione post-Mondiale. Infine, la sua ultima tappa prima dell’Italia è stata in Turchia, sulla prestigiosa panchina del Fenerbahce, ubentrando a José Mourinho. Il Bologna lo aveva già corteggiato in passato nel post-Thiago Motta, ma all’epoca il matrimonio non si fece per via del suo impegno alla guida della Nazionale del Belgio.