Sandro Sabatini-Lele Adani, lite furiosa su Massimiliano Allegri

Articolo di Martino Davidi

L'ex giornalista di Mediaset ha risposto duramente al commentatore Rai sui 'giornalisti amici'.

Sandro Sabatini ha attaccato duramente Daniele Adani per le sue parole su Massimiliano Allegri e sui “giornalisti che lo difendono”. Il commentatore Rai a Via El Fútbol era tornato a prendere di mira il tecnico del Napoli: “È inutile che vogliamo difendere l’indifendibile, è inutile che vogliamo nasconderci dietro a baggianate, pagliacciate nelle conferenze stampe che diventano un circo per chi è presente, che sia la sala stampa di Torino, quella di Milano e adesso quella di Napoli. Non è il modo di rispettare né i tifosi e né il calcio, né gli avversari. E perché poi quando la partita ti sfugge alla fine devi sempre concluderla o in rissa o togliendoti la giacca o fare queste pagliacciate pubbliche, difese sempre da un nucleo di persone che vende un prodotto che non è più vendibile”.

La risposta di Sabatini a Radio Radio non si è fatta attendere: “Il discorso di Adani non ha né capo e né coda. Secondo me Adani non è uno che se ne intende di calcio, che parla di calcio, ecco. Lui non parla mai di calcio. Fateci caso, non c’è una volta che nomina una difesa a tre, a quattro, o un modo di attaccare, le caratteristiche di un giocatore. Trovatemi una commento di calcio di Adani tecnico. Non c’è. Lui è Messi, la madre di Dio, Padre Tempo. Fateci caso, parla per dire delle cose abbastanza surreali”.

“Se accusasse me di dire baggianate, pagliacciate o che faccio il circo, io chiedo una consulenza se posso tutelarmi anche in altre sedi, perché se io fossi Allegri da Adani non me lo farei dire. Lui faccia quel che vuole. E infine, è una cosa molto grave per il giornalismo. Cioè che uno parla per amicizia”.

“Io questo come categoria di giornalisti lo rifiuto – ha continuato l’ex giornalista di Mediaset -, perché io non ho mai parlato per amicizia o inimicizia di nessuno, perché io sono della generazione di giornalisti che quando hanno iniziato a fare questa professione, ci sentivamo un po’ come giudici, un po’ come quelli che dovevano essere super partes. Questo ci hanno insegnato e questo noi cerchiamo di onorare. Se diciamo una cosa è una cosa in cui crediamo a prescindere da bianco, nero, rosso, verde, destra, sinistra o amici o nemici”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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