Juventus, Teun Koopmeiners nel mirino della critica: Luciano Spalletti manda un chiaro messaggio

Articolo di Marco Enzo Venturini

Tra i giocatori più contestati della Juventus dopo un avvio di stagione quantomeno opaco c'è Teun Koopmeiners, su cui Luciano Spalletti non gira intorno.

La Juventus è incappata in un altro avvio di stagione opaco, per prestazioni e risultati. Tra chi è finito ancora una volta nel mirino della critica spicca Teun Koopmeiners, arrivato nel 2024 dall’Atalanta come un top player (a partire dal costo di oltre 50 milioni di euro più bonus del suo cartellino) e di fatto mai incisivo da allora in maglia bianconera. Luciano Spalletti ha provato a ridare fiducia all’olandese, riproponendolo nella sua posizione ideale di centrocampo ma anche la prestazione nel corso della trasferta contro il Sassuolo non lo ha ripagato. Così, alla vigilia della sfida di Europa League contro il NEC, il tecnico toscano ha deciso di affrontare nuovamente il delicato tema.

“Noi consideriamo Koopmeiners un giocatore assolutamente importante – ha precisato Spalletti -. Conosciamo tutti molto bene il suo livello, e ci aspettiamo che lo rispetti. Quando si gioca, è necessario prendere decisioni individuali, personali. Lui è in grado di prenderle, è un giocatore di livello internazionale. Quindi ha il dovere di farcele vedere. Sono convinto che possa farlo, lo vedo sia in partita che anche solo in allenamento. E da lui abbiamo bisogno di quelle cose lì”.

Il contesto in cui maturano queste dichiarazioni è quello di un centrocampo bianconero falcidiato dagli infortuni. La Juventus deve fare i conti con le lunghe assenze di Manuel Locatelli e Khephren Thuram, con il primo che ha comunicato sui social il suo dramma personale: “Sono distrutto. Ho finito la partita l’altra sera e mai mi sarei aspettato di essere investito da tutto questo il mattino dopo. L’operazione è andata bene, e questo è molto importante. Ora dovrò fermarmi per un po’, e fa male pensare di non poter aiutare i miei compagni, di non poter lottare con loro per questa maglia”. Uno stop di sei mesi che rende ancora più urgente e necessario il contributo di Koopmeiners, chiamato a ritagliarsi un ruolo da protagonista quasi per necessità.

Il paradosso è che l’olandese è rimasto a Torino quasi per caso. Fino all’ultimo giorno della sessione estiva di mercato, il Besiktas di Vincenzo Italiano aveva bussato con insistenza alla porta della Juventus, ma l’amministratore delegato Carnevali aveva respinto l’offerta. Con la chiusura del mercato turco, ogni ipotesi di addio è tramontata definitivamente, e Koopmeiners si è ritrovato a dover essere uno dei punti di riferimento di una mediana in piena emergenza. Un destino beffardo per un giocatore che sembrava con la valigia in mano.

Eppure, prima della serata opaca di Reggio Emilia, non erano mancati segnali incoraggianti. Era stato proprio Koopmeiners a confezionare il cross perfetto che aveva permesso a Gatti di segnare il gol del pareggio al 92′ contro il Milan, e in precedenza aveva timbrato il cartellino anche nella trasferta di Frosinone. Prestazioni che avevano convinto Spalletti a puntare su di lui con maggiore continuità, tanto che lo stesso amministratore delegato Carnevali aveva provato a inquadrare la situazione con pragmatismo: “Dobbiamo mettere in luce Koopmeiners e Nico Gonzalez per far sì che il loro valore venga valorizzato al massimo”. Contro il Sassuolo, però, quella qualità è rimasta ancora una volta sulla carta, con l’olandese che da posizione favorevole al 33′ non ha trovato di meglio che sparacchiare un tiro debole e centrale, che il portiere Muric ha bloccato senza alcuna difficoltà prima di essere sostituito da Sarr nella ripresa.

Sullo sfondo, Spalletti ha anche dovuto rispondere a chi, nell’ambiente, inizia a evocare scenari clamorosi per la panchina bianconera. Il tecnico di Certaldo ha però glissato con fermezza: “Se sono sotto pressione? Accettarla è la medicina per imparare a vivere. Senti pressione quando dimentichi chi sei. Se senti tutto quello che ti viene detto perdi identità”. Parole che suonano come un manifesto di resistenza, in attesa che il campo — e Koopmeiners con esso — tornino a dare le risposte che Torino si aspetta.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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