La capolista frena di nuovo e il Milan si avvicina: infuria la polemica per alcune decisioni dell'arbitro Manganiello
L’Inter frena ancora e i nerazzurri sentono il fiato sul collo del Milan: domenica i rossoneri di Massimiliano Allegri se vinceranno contro la Lazio si riporteranno a -5 dai nerazzurri, riaprendo un campionato che sembrava arrivato all’epilogo solo una settimana fa, prima del derby di Milano. Alcune decisioni dell’arbitro Manganiello nel finale della partita tra l’Inter e l’Atalanta hanno fatto discutere, soprattutto il rigore negato alla Beneamata all’87’, dopo un contatto tra Scalvini e Frattesi.
In telecronaca DAZN Andrea Stramaccioni, ex allenatore dell’Inter, non si è frenato: “Scalvini allarga le braccia, ma la volontarietà non c’entra. Scalvini calcia Frattesi dopo che lui ha preso la palla, è rigore… Basta. Non c’è niente di cui parlare, ne abbiamo visti 90 di rigori così”.
Sul gol dell’Atalanta, Stramaccioni ha invece così analizzato l’azione: “Io credo che alcune percezioni devono essere descritte da chi ha fatto il calciatore e le ha vissute. Dumfries sul gol è in vantaggio clamorosamente sul pallone, non ha nessun motivo per speculare su una situazione che avrebbe tranquillamente potuto chiudere. Lui sente la spinta, la pressione, quando tu giochi e la avverti in quella frazione di secondo: è fallo”.
Manganiello ha invece tirato dritto: “Si è preso una responsabilità enorme perché può dire che non c’è stata intensità, ma perché dovrebbe buttarsi? Quando uno gioca e sente la mano sulla schiena, soprattutto difensore-attaccante, nel 95% dei casi è fallo”.
Una voce autorevole a supporto delle decisioni arbitrali è arrivata però dal moviolista di DAZN Luca Marelli, che ha analizzato entrambi gli episodi con toni più distaccati. Sul contatto tra Sulemana e Dumfries che ha portato al gol del pareggio, Marelli è stato netto: “Non ci sono contatti bassi, l’unico è la mano appoggiata sulla schiena ma non sembra spingere. A mio parere ha fatto bene Manganiello a lasciar correre, la scelta mi sembra la più corretta perché non ci sono contatti bassi”.
Anche sul caso Frattesi-Scalvini, pur ammettendo qualche margine di soggettività, l’esperto ha sostanzialmente avallato l’operato del direttore di gara: “Frattesi anticipa, Scalvini arriva in ritardo e tocca la gamba di Frattesi, ma vedendo l’immagine il contatto è veramente molto leggero. Non è un vero e proprio calcio, si tratta di sensibilità e soggettività. Non vedo un contatto da calcio da rigore”.