Emil Audero ha delle domande per il tifoso che ha lanciato il petardo

Articolo di Andrea Gussoni

Due giorni dopo Cremonese-Inter, Emil Audero ha parlato alla Gazzetta dello Sport di quanto accaduto in Cremonese-Inter

Due giorni dopo Cremonese-Inter, Emil Audero ha parlato alla Gazzetta dello Sport di quanto accaduto in Cremonese-Inter: “Sto abbastanza bene, soprattutto di testa. Ripensandoci mi rendo conto che le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi. A fine partita, quando è scesa l’adrenalina, il collo si è irrigidito. Ora ho dolore all’orecchio e la schiena è rigida. Farò accertamenti nei prossimi giorni ma diciamo che poteva andare molto peggio”.

Già dal riscaldamento il clima non sembrava dei più tranquilli. “C’erano fumogeni e petardi, ma sono situazioni che capitano e a cui non avevo dato peso. Di solito i bengala non esplodono e sembrava tutto sotto controllo. Durante il gioco ero concentrato, poi ho visto a terra qualcosa vicino a me. Per istinto mi sono spostato seguendo l’azione e stavo richiamando l’attenzione dell’arbitro. Ho fatto pochi passi e poi c’è stato il botto”.

Poi l’esplosione violenta. “È stato come ricevere una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Ho visto un taglio sulla gamba destra, il pantaloncino strappato e sentivo un bruciore fortissimo. Se non mi fossi spostato, sarebbe potuta finire davvero male”. Nonostante tutto, Audero ha scelto di restare in campo. “Per l’adrenalina, ma anche perché sei lì, capisci la situazione e non vuoi che finisca così. Non sentivo la volontà di abbandonare. Sospendere la partita per un episodio del genere non mi andava. Sapevo di poter continuare, anche se poi qualcosa è cambiato”.

Sul tema tifosi, Audero fa una distinzione netta. “I tifosi sono fondamentali, la loro passione è irrinunciabile. La stragrande maggioranza vive il calcio nel modo giusto. Poi esistono piccole minoranze che con il calcio non c’entrano nulla. Io continuo a credere nella parte buona, anche se episodi così purtroppo accadono troppo spesso”.

A chi ha lanciato il petardo, Audero rivolge una domanda diretta: “Perché? Qual è il tuo scopo: sostenere la tua squadra o fare casino? Perché scegliere di fare male agli altri e anche a te stesso? Qual è il senso di tutto questo?”.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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