Il tecnico del Milan ha espresso senza mezzi termini la sua opinione, discostandosi non poco dalle parole dell'allenatore del Napoli.
Fanno ancora molto rumore le parole di Antonio Conte nel postpartita di Napoli-Fiorentina, un vero e proprio attacco frontale a chi stila i calendari dei vari tornei anche alla luce dei numerosi infortuni che hanno colpito i componenti della rosa azzurra, l’ultimo dei quali, Giovanni Di Lorenzo, sarà costretto a un lungo stop. Non tutti però sono sulla stessa lunghezza d’onda del tecnico salentino: Massimiliano Allegri, nella conferenza stampa di presentazione della trasferta del Milan a Bologna, ha infatti acceso il dibattito fornendo un altro tipo di interpretazione.
“Ogni anno sento le stesse polemiche sul calendario – ha spiegato il tecnico del Milan -: si gioca troppo, troppo poco, troppo presto o troppo tardi. Quando ero alla Juventus abbiamo vinto cinque Scudetti, quattro Coppe Italia e raggiunto due finali di Champions: eravamo sempre davanti a tutti, eppure il numero di partite era identico a quello degli altri. Se vuoi competere ad alto livello, devi accettare di giocare tanto e di essere in Champions. Per me è un privilegio, non un peso. Sinceramente spero di ritrovarmi con questi problemi la prossima stagione”.
Conte, rispetto ad Allegri, era stato di tutt’altro avviso: “Ritorniamo sempre allo stesso discorso, di mettere partite su partite su partite – aveva detto dopo la gara di campionato giocata sabato -. I giocatori che devono riposare continuano a giocare, ma giocare così tante partite ammazza solo questi ragazzi. O si cambiano le regole anche con i vivai o per fare sessanta o settanta partite l’anno o le rose devono essere allargate. Mi dispiace anche che l’Associazione Italiana Calciatori si giri dall’altra parte su questo tema”.
Fra gli appassionati e gli addetti ai lavori, inevitabilmente, il dibattito ha ripreso fuoco dopo le parole di Allegri. Da una parte c’è chi continua a difendere Antonio Conte, trovandosi d’accordo con il tecnico salentino sulla proporzionalità diretta fra le gare disputate e il numero di infortuni nel corso di una stagione ad alto livello.
Dall’altra, però, c’è chi concorda con Massimiliano Allegri, prendendo come esempio le stagioni di club di altissimo livello in Europa che, nonostante un numero di giocatori in rosa in linea con la media internazionale, non subiscono lo stesso impatto a livello di infortuni, arrivando in fondo a tutte le competizioni cui prendono parte.