Lo storico portiere e preparatore atletico del club blucerchiato è morto a 90 anni
La Sampdoria e il calcio italiano piangono Pietro Battara: lo storico portiere del club blucerchiato, che in carriera ha difeso anche le porte di Vicenza e Bologna, è morto all’età di 90 anni.
L’estremo difensore nato a Torino, soprannominato “Batman”, ha disputato 190 match di Serie A con i doriani tra il 1961 e il 1972, e dopo il ritiro è stato a lungo il preparatore dei portieri della società ligure: uno dei pionieri in un ruolo non ancora diffuso e specializzato in Italia.
Questo il comunicato ufficiale della Sampdoria: “L’ardente scudo cucito sopra il cuore e una divisa capace di fare epoca. La maglia nera, il colletto e i polsini blu: in porta, manco a dirlo, gioca Battara. Da Batman a pionere dei preparatori per portieri, passando per tuffi, uscite e consigli, prese basse e prese alte. Questo – e non solo – è stato Pietro Piero Battara per l’Unione Calcio Sampdoria. 243 presenze che lo hanno reso un autentico mito blucerchiato. Un mito che se n’è andato oggi, all’età di 90 anni, ma che resterà per sempre nella storia del nostro club”.
“Nato a Torino il 21 luglio 1936 ma rifugiatosi presto con la famiglia a Bomporto, nel Modenese, fece ritorno in Piemonte una volta conclusa la Seconda Guerra Mondiale. E, un po’ per caso, tra i campetti degli oratori torinesi, cominciò la sua vita da numero uno. Nel calcio professionistico approdò grazie al Vicenza che nel 1961 lo cedette alla Sampdoria. Non fu amore a prima vista: dovette infatti attendere qualche stagione e l’arrivo di Fulvio Bernardini in panchina per conquistarsi la piena titolarità, poi Piero non la mollò più. Dotato di un gran fisico, riflessi pronti e un coraggio fuori dal comune, Battara divenne idolo della Sud nell’anno dell’immediata promozione in Serie A (’66/67) e delle salvezze successive, esaltandosi soprattutto in memorabili sfide con il Napoli al “San Paolo””.
“Ceduto al Bologna nel ’72 e appesi i guanti al chiodo nel ’74, fu pionere a Coverciano nel ruolo di allenatore specifico dei portieri, vesti in cui tornò a Genova nello staff tecnico dell’ex compagno doriano Vujadin Boškov, allevando per anni il migliore estremo difensore di sempre: quel Gianluca Pagliuca che oggi, come noi, lo piange commosso e riconoscente come un autentico maestro. Alla famiglia Battara, al figlio Massimo e al nipote Daniele le più sentite condoglianze da parte della società”.