L'ex arbitro, oggi riferimento della categoria all'interno della FIFA, si è espresso dopo le polemiche degli ultimi giorni.
Il clima attorno ai Mondiali 2026 si è fatto pesante, dopo che nel giro di pochi giorni si sono accavallate tre controversie: il caso Balogun e la discussa sospensione con la condizionale, le proteste furiose dopo Argentina‑Egitto da parte del Ct Hassan e dei suoi calciatori, infine la designazione contestata dell’argentino Facundo Tello per Francia‑Marocco. Un triangolo di tensioni che ha avvelenato l’aria del torneo alimentando sospetti e accuse, soprattutto nei confronti della FIFA e dei direttori di gara.
In questo contesto, Pierluigi Collina ha scelto di intervenire con decisione. Il FIFA Chief Refereeing Officer ha rilasciato un’intervista ai canali della Federazione internazionale che suona come un vero e proprio cartellino rosso nei confronti delle insinuazioni degli ultimi giorni. Collina è partito da un dato: 96 partite già disputate, il 50% in più rispetto a Qatar 2022: “Un volume enorme, che inevitabilmente porta con sé errori, discussioni e interpretazioni controverse” ha detto.
“Nessuno può mettere in discussione l’integrità degli arbitri del Mondiale – ha affermato con decisione l’ex arbitro della Sezione di Viareggio -. Le accuse infondate provocano reazioni che portano a minacce verso loro e le loro famiglie. Non è accettabile. Nessuno può influenzare il Comitato arbitri della FIFA, nemmeno lo stesso presidente Infantino”.
La gara fra Argentina ed Egitto è quella che ha alimentato maggiormente le polemiche, ma Collina ha apertamente difeso l’operato dell’arbitro Letexier: “Il fallo di Attia su Lisandro Martinez è chiaro, netto, sufficiente per un’on‑field review. Quello fra Salah e Alvarez è invece un normale contatto di gioco, quindi non punibile. Un fallo è un fallo. Se l’arbitro non lo vede, il VAR può intervenire. Le decisioni degli arbitri sono trasparenti: come giocatori e allenatori, cercano sempre di fare del loro meglio”.