Mazzola, interviene duramente la Juventus: “Non c’è rivalità che possa giustificare”

Articolo di Flavio Brambilla

"Onorare la memoria e unirsi nel ricordo durante i momenti di commemorazione rappresenta una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori" ha fatto sapere il club piemontese.

Con un messaggio, intitolato “Rispetto e sportività”, la Juventus ha apertamente stigmatizzato lo sconcertante comportamento di un folto gruppo di tifosi bianconeri che, mentre veniva osservato un minuto di raccoglimento nei riguardi di Sandro Mazzola, stella dell’Inter e della Nazionale, non ha trovato di meglio che voltare le spalle al campo, dove poco dopo sarebbe iniziata la sfida con l’Atalanta, e intonare cori per Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli, tre figure indissolubilmente legate alla storia della Juventus.

“Non c’è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio. Onorare la memoria e unirsi nel ricordo durante i momenti di commemorazione rappresenta una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori” ha fatto sapere il club piemontese.

La scena si è consumata prima del calcio d’inizio all’Allianz Stadium, quando alcuni ultras bianconeri hanno voltato le spalle al campo. Scirea, storico capitano bianconero, è morto il 3 settembre 1989, a soli 36 anni, in un incidente stradale, mentre Fortunato è scomparso a 23 anni a causa della leucemia. Dagli altri settori dello stadio sono partiti applausi nel tentativo di coprire i cori, che però sono rimasti chiaramente percepibili durante il minuto dedicato alla leggenda dell’Inter e della Nazionale, scomparsa sabato a 83 anni.

Anche Maurizio Sarri, tecnico dell’Atalanta, ha voluto dire la sua sull’episodio: “Ho provato una brutta sensazione. Forse nasce da una generazione che non si rende conto di ciò che ha fatto Mazzola, indipendentemente dalla maglia che indossava. Anche se ha sempre giocato per altri, rendere omaggio a un personaggio simile è il minimo”. Parole che si inseriscono nel coro di indignazione sollevatosi attorno a un gesto che ha oscurato, almeno sul piano dell’immagine, la vittoria per 2-0 della Juventus nel match di Serie A.

Durissimo anche il giudizio di Ivan Zazzaroni, che sul suo profilo Instagram non ha usato mezzi termini: “Perché? Perché hanno mostrato la schiena durante il minuto di raccoglimento per Sandro Mazzola, un campione che oltretutto in vita non è mai stato particolarmente divisivo? Lo sfregio al morto (degli altri) è un salto di qualità della stupidità”. Il giornalista ha poi aggiunto: “Non c’è spiegazione accettabile, neppure se dovesse trattarsi di una risposta alla curva ‘nemica’. Non ci arrivo e sono contento di non arrivarci. Di fronte a gesti vergognosi come questo il passato del morto, di un campione, si fa addirittura enorme, incommensurabile”.

L’episodio ha suscitato reazioni immediate anche sui social. Tra le voci più dure si è distinta quella di Lucrezia Capuano, nota tifosa interista e influencer con una seguitissima pagina Facebook, che ha chiesto provvedimenti espliciti: “Vedere anche delle donne fare tutto questo mi fa profondamente vergognare che appartengano al mio stesso sesso. Ribadisco, questa gente va identificata ed in uno stadio non deve più mettere piede. Inneggiano Scirea, un gran signore che non sono degni nemmeno di nominare. 1000 Sandrino e 1000 Scirea tutta la vita. Il rispetto prima di tutto”.

 

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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