L’allenatore toglie Cristiano Ronaldo e l’Al-Nassr rimonta: scintille dopo la partita

Articolo di Martino Davidi

Primi screzi tra Postecoglou e CR7 dopo la partita del campionato saudita

Prime scintille tra Ange Postecoglou, il nuovo allenatore dell’Al-Nassr, e la stella Cristiano Ronaldo. Il tecnico greco non si è fatto problemi a togliere CR7 dal campo all’intervallo del match con l’Al-Ettifaq, quando la squadra si trovava sotto 2-0 e in 10 uomini per l’espulsione di Bento.

Il cinque volte Pallone d’Oro non l’ha presa bene e nel secondo tempo è rimasto negli spogliatoi: l’Al-Nassr senza di lui ha reagito e ha ribaltato la partita con i gol di Mané (doppietta) e Al Amri.

Dopo il match e i festeggiamenti (senza Ronaldo), Postecoglou ha commentato così quanto successo: “Il mio compito è cercare di aiutare i giocatori in ogni partita in base a ciò che vedo – sono le parole riportate dalla Gazzetta dello Sport -. Per quanto riguarda Cristiano, sappiamo che non ha giocato molto ultimamente ed essendo in dieci, era difficile per lui continuare dopo 45 minuti. I difensori lo stavano marcando molto stretto, quindi ho parlato con Cristiano nell’intervallo e gli ho spiegato le mie ragioni. Penso ci sia una storia più importante oggi ed è che dieci uomini dell’Al Nassr sono stati incredibili. Questo è tutto ciò di cui dovreste scrivere, il resto non importa”.

Ronaldo ha spiegato così il suo sfogo ad una tv saudita: “Stavo dicendo all’allenatore che non avevo alcuna responsabilità in quello che è successo. Non posso essere incolpato se non abbiamo segnato. Stavo cercando di giocare, di creare, ma la situazione è cambiata completamente dopo l’espulsione. Il primo gol è stato frutto di un grosso errore del portiere e poi è arrivato il cartellino rosso, quindi all’improvviso ci siamo ritrovati a giocare in dieci”.

“Cosa avrei dovuto fare? Non potevo fare il portiere, non potevo impedire all’arbitro di espellere Bento e non potevo far gol a ogni tiro. Ero frustrato perché eravamo sotto 2-0, ovviamente, ma non stavo incolpando nessuno. Stavo semplicemente dicendo: ‘Coach, non è colpa mia. Ho fatto il mio dovere’. Dopo di che, la cosa più importante era dimenticare le discussioni e concentrarci sul secondo tempo. Dovevamo credere di poter ancora rimontare e, per fortuna, la squadra ha dimostrato un carattere incredibile. Il calcio non riguarda mai un solo giocatore”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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