Il drammatico racconto di Matteo Materazzi: “Non è finita, si va avanti”

Articolo di Martino Davidi

Il fratello di Marco, anche lui ex calciatore, ripercorre la sua lotta contro la SLA.

Matteo Materazzi, ospite di Verissimo, è tornato a raccontare la sua battaglia contro la SLA. L’ex calciatore, fratello del campione del mondo Marco Materazzi, è stato un mese e mezzo negli Stati Uniti per una cura sperimentale.

“Ho una malattia infame, ogni giorno ti toglie qualcosa. Sono arrivato all’età di 50 anni stando bene, mi reputo fortunato, tra virgolette. Ho costruito una famiglia, ho avuto dei figli. Ma la malattia mi ha cambiato moltissimo: non programmi: vivi e sorridi. La vita è anche questo. Si può soffrire, ma col sorriso. E si va avanti”.

Per accedere alla terapia sperimentale negli Usa ci è voluto un anno: “Abbiamo visto un rallentamento nella progressione della malattia, ma non vogliamo dare false speranze a nessuno. Sono le cure del futuro, personalizzate. Di punto in bianco ti trovi ad affrontare costi enormi, perché con un respiratore non puoi prendere un volo normale. Un volo ambulanza costa 350mila euro”.

“Mi scrivono persone e mi dicono che sono un esempio per loro. Questo è il significato della vita. L’importante è aiutare la gente. Non è finita finché non è finita, e io so che non finirà mai”.

Il rapporto con il fratello Marco: “Le nostre vite sono state spesso parallele, non si sono mai incrociate molto, ma sapevo che lui c’era. Perdere una mamma da piccolo ti lascia il segno e insieme a lui ce l’abbiamo fatta. Per tutta la vita saremo sempre legati”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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