"No, sinceramente la televisione non mi manca più di tanto. Io mi sono sempre sentito più vicino alla carta stampata" ha raccontato.
In via Confalonieri 3, nel quartiere Isola, è stata aperta la prima Biblioteca dello Sport di Milano intitolata a Gianni Mura. All’inaugurazione hanno partecipato numerose persone, tra cui firme prestigiose del giornalismo sportivo come Gigi Garanzini. Sportal.it lo ha intervistato in esclusiva in occasione dell’evento.
Le manca la televisione sportiva di una volta? Quel modo di fare programmi…
No, sinceramente non mi manca più di tanto. Io mi sono sempre sentito più vicino alla carta stampata. Ho fatto anche televisione, certo, ma non è qualcosa che mi abbia segnato particolarmente. Non avevo quell’attaccamento alla telecamera. Lo facevo, ma non ne ho un ricordo così forte. Mi sentivo più a mio agio con la tastiera, con la macchina da scrivere, con l’Olivetti.
Come vede il calcio italiano in questo momento?
Basta guardarlo per capire in che stato è. C’è poco da aggiungere. Stiamo rischiando ancora una volta di restare fuori dai Mondiali e questo è un segnale pesante. Si percepisce una certa tristezza, una perdita di qualità. Non so spiegare fino in fondo il perché, non ho una risposta precisa, ma è evidente che c’è stata una sorta di impoverimento generale.
Cosa sta succedendo?
Il calcio oggi ha perso qualcosa di molto importante: l’umanità, il contatto con la gente. E invece si dovrebbe ripartire proprio da lì. Quando perdi il legame con le persone, perdi anche identità.
Cosa servirebbe allora?
Servono iniziative che riportino il calcio tra la gente, che lo rendano di nuovo un luogo di incontro e di crescita. È importante anche spiegare ai giovani che il calcio non è solo spettacolo o soldi, ma è educazione, sacrificio, appartenenza. Senza questi valori diventa tutto più fragile.
È pessimista sul futuro?
Ho qualche timore, sì. Non è un momento semplice. Però credo che se si torna a lavorare sui valori veri, qualcosa si può ricostruire. Bisogna avere il coraggio di farlo. Questa biblioteca vale tantissimo, è un progetto splendido: spero che anche le nuovissime generazioni si mettano a leggere con la stessa voglia che spingeva noi…