Inter nell’occhio del ciclone: “Figuraccia storica”

Articolo di Aldo Seghedoni

I nerazzurri clamorosamente già fuori dalla Champions League.

Inter fuori dalla Champions League e nell’occhio del ciclone. Tante le critiche da parte dei media per l’inattesa eliminazione per mano del Bodo/Glimt. “L’Inter, in Norvegia, l’ha presa sottogamba, anche Chivu l’ha presa sottogamba. Questa sera si pensava vincesse 3 o 4 a 0: era legittimo chiedere ai nerazzurri di arrivare agli ottavi, ai quarti, non penso proprio che il tecnico si sia accontentato dello scudetto“ ha detto per esempio Fabio Ravezzani, il direttore di Telelombardia, che ha definito “Figuraccia storica” quella che si è concretizzata al termine della doppia sfida con gli scandinavi, vincitori sia all’andata che al ritorno.

“Un’Inter troppo lenta, in tutte le giocate. Non c’è stato nessuno in grado di dribblare l’avversario, sono mancati nell’uno contro uno e ci sono stati pochi cambi di campo. Nel primo tempo hanno giocato molto sulla destra, pensavo che Dimarco potesse essere l’uomo in più, ma non è mai stato servito. È una cosa che ha penalizzato l’Inter, poi ha avuto occasioni ma sempre su calcio d’angolo. Non ha giocato con la velocità necessaria per battere una squadra attenta come il Bodo. Quando è entrato Sucic, che dribbla e ha velocità, qualcosa è cambiato, ma un po’ tardi“ le parole di Fabio Capello a Sky.

La squadra di Chivu non riesce a sfondare il muro norvegese nel primo tempo al Meazza. Gli ospiti come prevedibile si chiudono e lasciano poco spazio ai nerazzurri, pericolosi in avvio con Pio Esposito. Il Biscione va solo a fiammate, ci provano da fuori area Dimarco e Thuram senza successo. Al 28′ l’occasione migliore del primo tempo: Frattesi di testa su cross di Dimarco trova pronto il portiere del Bodo/Glimt Haikin. Nel finale di tempo Barella cade a terra nell’area di rigore avversaria ma l’arbitro lascia proseguire. Canovaccio identico nella ripresa, con l’Inter che cerca ripetutamente il gol senza fortuna. Al 54′ Thuram non sfrutta un errore di Brunstad Fet e si fa rimontare dalla difesa norvegese. Al 58′ la rete che gela San Siro: l’ex milanista Hauge va a segno dopo un erroraccio di Akanji, che si fa soffiare la sfera da Blomberg. Sommer riesce a respingere il tiro ma sulla ribattuta l’ex rossonero porta avanti i suoi.

Chivu decide di dare la sveglia inserendo Diouf, Bonny e Sucic. Akanji voglioso di riscatto colpisce il palo al 69′, ma al 72′ il Bodo raddoppia in contropiede, Hauge serve Evjen che in diagonale trafigge Sommer. L’Inter reagisce subito dimezzando lo svantaggio con Bastoni con il ginocchio in mischia, ma l’impresa per i padroni di casa è disperata e infatti il risultato non cambia più.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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