Aldo Agroppi stronca Mancini

"Lui ct azzurro? Non ha fatto il corso da allenatore, quando gli hanno dato il patentino è finita la meritocrazia nel calcio" così l'ex giocatore di Torino e Perugia.

Schietto come sempre, Aldo Agroppi ha rilasciato un’intervista a Premium Sport, nella quale ha detto la propria sui temi calcistici del momento, in Italia e all’estero.

A partire dall’asperrima polemica tra José Mourinho e Antonio Conte: “Io li butterei tutti e due giù dalla torre. Mourinho non l’ho mai sopportato dal primo giorno che è venuto in Italia perché non si è mai dimostrato un ospite educato verso il paese che lo aveva ‘adottato’. Doveva comportarsi in maniera diversa, invece ha avuto atteggiamenti sbagliati, ha detto parolacce e ha fatto di tutto: per me non è stato un personaggio gradito. E così è stato anche in Spagna, lui è uno che se non vince non si diverte, vuole vincere perché si sente veramente il numero 1. Una volta ha anche detto di essere superiore a Dio, non scherziamo. Lui non sopporta che gli altri vincano e allora deve sempre in qualche maniera accendere la miccia perché si esalta nel contradditorio: se nessuno parla di lui è un uomo morto e la sua vita non ha più senso. Deve essere sempre al centro dell’attenzione. Poi se perde diventa un perdente ma nel calcio c’è anche un diritto alla sconfitta. E’ arrivato in Italia e ha fatto il padrone, parla di pagliacciate ma anche lui le ha fatte. Ricordo nell’anno in cui ha vinto la Champions con il Porto quando hanno annullato un gol regolare al Manchester e poi il Porto ha segnato all’ultimo minuto e lui ha fatto una corsa di 60 metri come un pazzo”. 

Ma esagera anche Conte, non si può per un gol salire sulla rete, buttarsi a tuffo nei tifosi, a un certo punto ci vuole un po’ di contegno, è pur sempre una partita di calcio, a tutto c’è un limite. Capisco che sia difficile stare in panchina, che questo crei tensioni, però bisogna pensare che ci sono dei limiti invece loro sono due pazzi scatenati. Bisogna capire che bisogna tenere un comportamento di rispetto verso i tifosi e gli avversari anche perché facendo così si diventa come un allenatore di squadre amatoriali che non ha mai assaggiato il successo e impazzisce di gioia quando vince. Io non li sopporto, sono due personaggi importanti e molto conosciuti, ma non danno dei buoni esempi”. 

Agroppi ha idee chiare pure sul futuro del calcio italiano, in Figc e alla guida della Nazionale: Tommasi alla guida della Federcalcio? Mi piace da morire, è un ragazzo serio, ponderato e rispettoso. E poi capisce molto di calcio, sarei contento se fosse lui. Chi vorrei come prossimo Ct tra Mancini, Conte e Ancelotti? Mancini non ha fatto il corso di Coverciano, il patentino gliel’hanno regalato. Io ho fatto un anno di corso invece lui, che è stato un grande giocatore, non è stato un minuto sui banchi. Quel giorno è finita la meritocrazia calcistica perché doveva fare lo stesso corso come tutti gli altri. A me non piace. Conte basta, c’è già stato, erano tutti felici della sua Nazionale e alla fine non siamo neanche arrivati tra le prime quattro. Anche su Ancelotti ci sarebbero molte cose da dire. Il migliore per me sarebbe Aldo Agroppi”.

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