Il 26 gennaio 2020 il drammatico incidente in cui perdevano la vita L'All Star NBA e la figlia Gianna.
Il 26 gennaio 2020 il mondo restava scioccato dalla notizia della morte di Kobe Bryant. Un momento drammatico che, ancora oggi, fa male. la sua mancanza si sente tantissimo, non solo tra i fan della pallacanestro. Kobe Bryant era un esempio, un punto di riferimento e la sua assenza ha lasciato un vuoto incolmabile. A distanza di sei anni, il suo ricordo è più vivo che mai, con tante e continue celebrazioni in suo onore.
Kobe Bryant era, e continua ad essere, una vera e propria icona positiva per il mondo dello sport e non solo. Vincitore di cinque titoli NBA, innumerevoli record personali ma, soprattutto, una mentalità (la famosa Mamba Mentality) dirompente e fonte d’ispirazione per tantissime persone. Nel 2021 l’ingresso nella prestigiosa Hall of Fame: “Vorrei che mio marito fosse qui per accettare questo incredibile premio. Lui e Gigi avrebbero meritato di essere qui per assistere a tutto questo”, le commosse parole della moglie Vanessa in quel toccante momento.
Il Black Mamba, insieme alla figlia Gianna (di soli 13 anni) e ad altri sette persone, perdeva la vita in un incidente in elicottero in quel di Calabasas, in California. Un vero e proprio dramma che ha sconvolto non solo i suoi fan ma l’intero mondo. Un incidente tragico che, ancora oggi, è motivo di mille discussioni e riflessioni per come è accaduto.
In Italia la schiera di persone che lo hanno amato e continuano a farlo è lunghissima. Kobe Bryant era legatissimo al nostro Paese. Suo padre Joe, cestista, ha giocato in Italia e suo figlio Kobe ha avuto la possibilità di crescere nel Bel Paese.
Grande tifoso del Milan, non ha mai dimenticato la sua esperienza italiana (in campo ha utilizzato, più volte, parole italiane per il classico trash talking con gli avversari. Kobe Bryant manca e mancherà sempre a chi ha vissuto nella sua era e goduto delle sue imprese, in campo e fuori.