La Dynasty dei Gentile

Vincendo gara-6 a Reggio Emilia l’Olimpia Milano si è laureata campione d’Italia.

In esclusiva per Sportal.it, Enrico Campana, prima firma del basket e tennis, nonché capo dei servizi olimpici e inviato della Gazzetta dello Sport, ha analizzato la partita con le sue acute ed impeccabili considerazioni.

1) La trama
 
Reggio Emilia è scoppiata negli ultimi 5 minuti,  è stata avanti  dopo due tempi ma non ha avuto la fora di gestire il vantaggi. L’anno scorso aveva perso lo scudetto in gara7 nei supplementari rimanendo per 17 secondi con la palla in mano per vincere, mai match-ball  fu più sprecato malamente. Stavolta ha perso nuovamente in casa, ma alla sesta partita per la semplice ragione che l’Armani ha potuto correggere i propri  diversi errori di mercato grazie ai potenti mezzi della Maison mentre lei, poveretta,   è arrivata con gli uomini contati. Come polizza sicura l’Armani  ha puntato sul turn over e sui muscoli, perchè così si vince di sicuro lo scudetto della Spaghetti League. Da Siena in poi comanda la plutocrazia parola greca che i greci un po’ obliqua. Finite le energie ha dovuto puntare tutto sul tiro da tre perchè Lavrinovic e Veremeenko, i suoi giganti, sono stati una delusione su tutto il campo e per tutta la gara . In due hanno fatto la metà del maggiordomo Batista,  oltre a ben 10 falli. Nonostante questo flop, l’Armani ha dovuto sudare sette camicie.
 
2) Il Migliore della gara
 
Partitone di Batista?. No, l’uruguaiano ha solo giocato più  minuti e meglio di altre volte in relazione a chi aveva contro, si tratta di un centro di contenimento o  più che d’azione. La bellezza del basket è un’altra cosa, crediamo invece che  senza la personalità di Gentile il quale ha avuto il coraggio (sfacimma si dice dalle sue parti) di prendersi 15 tiri e stabilire una gerarchia, Milano difficilmente avrebbe vinto lo scudetto a Reggio Emilia.   Non dimentichiamo poi che la più bella gara della serie del capitano è stata la seconda, quella  del 2-0  che ha fatto capire che lui e Sanders in coppia potevano funzionare benissimo, fare la differenza. Per cui al termine di una stagione tribolatissima,  e non solo per gli infortuni , ha saputo trasmettere fiducia alla squadra e all’ambiente e la Dinasty dei Gentile ha dato alla gloriosa Olimpia gli ultimi 3 scudetti, supercoppa e Coppa Italia nell’arco di 20 anni, di padre in figlio.
 
3) La nota tecnica
 
In questa finale scudetto, a parte Sanders del quale ben si conosceva lo standard come MVP dello scudetto di Sassari  – brava nel lasciarselo scappare – gli americani hanno recitato una parte minore.   Solo qualche sprazzo di Lafayette  preso da Milano per essere il play titolare; McLean sparito nelle ultime due gare, mentre la gente ha visto Jenkins  recentemente solo nella pubblicità dei rasoi elettrici. L’Armani ha vinto grazie ai pezzi di ricambio  con i quali ha sostituito parti difettose, per la prima volta ha attinto alla scuola slava che ai tempi delle scarpette rosse rubiniane era considerata cheap, ma ai reggiani bastavano in fondo 2-3 triple in più per andare alla bella con una squadra leggera ma frizzante che   comunque ha dato un senso alla finale.
 
4) LE PAGELLE di giocatori, allenatori e arbitri
 
MILANO 7: maggior quantità, qualità e mestiere.  GENTILE 7,5: Ha bisogno di flaggellarsi per far risaltare le sue qualità, ma è stato il simbolo del rilancio dell’Olimpia degli ultimi due anni.
Con i 15 tiri ha affermato la sua leadership. SANDERS 7+ : è un prisma a più facce, oltre a 13 punti il migliore negli assist (5), sua la tripla del sorpasso è stata quella del break finale. KALNIETIS 6 meno: un calo fisico o di personalità dopo due ottime gare, che dire?. Regia e tiro incerti. CINCIARINI 6:  di stima ancora in quintetto, vince il suo primo scudetto senza fare grandi cose ma il suo  tiro è uno stato mentale, una psicosi, 1/4 ai liberi , anche questo buon Cincia?. BATISTA 7 +: alla fine ha capito cosa doveva fare ma soprattutto cosa non fare e praticamente senza rivali (Veremeenko intortellato e Lavrinovic più che nulli e dannosi) , anche dentro la sua squadra (vedere la prestazione di McLean). SIMON 7+: il giocatore più continuo della stagione, ogni tanto il mancino croato va per conto suo ma alla pesata si capisce la sua importanza, cresciuta con la presenza al rimbalzo (7 a Reggio). MACVAN 6 + – Il serbo di ferro  si vede poco, ma se hai bisogno di un rimbalzo o un canestro ecco che lui appare…LAFAYETTE 6 meno: ha accettato di fare il cambio con impegno, con qualche raro tiro da 3.  MCLEAN 5: -2, 13 minuti da dimenticare, zero punti e zero rimbalzi, il centro atletico delle prime gare ha lasciato il posto a una deludente controfigura. CERELLA ng: anche lui -2 e zero punti in 4 minuti  da comparsa. Coach REPESA 7: alla fine è riuscito  a ottenere anche una buona prestazione da Batista, ha vinto il suo secondo scudetto in Italia  con una squadra imperfetta. Alla fine il fine giustifica i mezzi, il bel gioco si è visto poco.
 
REGGIO EMILIA 7 meno: meno quantità, qualità e mestiere dei rivali. POLONARA 7,5: ha sopperito alle carenze dei lento-centroni titolari, il più continuo e presente in difesa, ottima partita, peccato abbia smarrito il tiro da 3. DELLA VALLE 6+: non ha trovato il guizzo imprevedibile, 5 triple sbagliate.. sono mancati i canestri che sempre accendono la sua squadra…DE NICOLAO 6 meno: meritava di avere più fortuna nell’ultima gara di una stagione che l’ha visto diventare titolare e guidare una squadra ambiziosa; la statura non l’aiuta,deve migliorare il bagaglio tecnico. KAUKENAS: 7, a 39 anni gioca come quando ne aveva 25, protagonista anche dell’ultima partita, la sua squadra è stata lì fin quando lui ha segnato ed è stato lucido..Commoventi le sue lacrime.. VEREMEENKO 5 : le cifre- a parte 7 rimbalzi – assolvono dal commento: 6 punti, 3/8, 1 stoppata 1 assist, 5 falli,valutazione 4, un gregario. LAVRINOVIC 5: talento al tiro e centimetri, ma  scarsa mobilità e grinta difensiva in un mondo che va di corsa; allo sconto l’usura, le  cifre parlano da sole:  2 punti, 11 minuti, 5 falli,  1/2 e 0/1 da3, 2 perse, 3 rimbalzi, 1 di valutazione per il trampoliere lituano. Un addio scontato? ARADORI 6: ha lottato da par suo, non ha retto lo sforzo, 1/4, 1/7 nelle triple, 8 punti, 6 di valutazione, non si poteva  più sperare in una terza gara da 1 punto al minuto come nelle ultime due eroiche esibizioni al rientro da un infortunio muscolare. Il MVP italiano della stagione per Sporal.it. SILINS 5: finale di stagione deludente, meno incisivo dell’anno scorso, un gigante che fa torto ai suoi mezzi e all’età. NEEDHAM 5 +:  1/3 1/4 da 3 per 18 minuti, ha perso convinzione per la troppa panchina?. Coach MENETTI 7: ha saputo caricare la squadra, gli infortuni non l’hanno aiutato, ma ndue finali scudetto non arrivano per caso:  tipo vispo, parla con chiarezza poco incline a piegare il capo.
Arbitri 6,5 – Strane alchimie del designatore che ha finito la sua prima stagione di lavoro con una buona sufficienza, terne ibride ma  senza il fiorir di polemiche come ai tempi dei sorteggi. Dopo Lamonica e Sahin replicanti anche Sabetta, Lanzarini e Martolini. Tutti d’accordo i tre nel considerare irregolare – in un momento topico-   la stoppatissima da dietro di Polonara su Macvan nei minuti finali. Reggio si è vista negare l’istant-replay. La Rai ha mostrato l’immagine rallentata presa di spalle, quindi schiacciata, l’impressione ottica falsata sembra dare ragione alla terna, ma da un’altra angolazione non saremmo proprio sicuri su questa chiamata.  Macvan è macchinoso, Polonara invece leggero e possiede timing da acrobata: probabilmente se avesse stoppato con la palla in fase ascendente non sarebbe schizzata fuori. Vogliamo parlarne?.
 
5) L’analisi della statistica
 
Reggio senza il contributo dei sui giganti dell’Est  vince ai rimbalzi (42-40) perdendo  con ben 11 tiri in più (72 contro 61) e   un canestro più  di Milano (28-27) e anche dentro l’area (22 a 20 e con 55 per cento)  per tre fattori: il 18,8 nel tiro da 3 (26 errori, specie nel finale), i 21 assist dei rivali, high della serie finale e la tela del ragno difensiva che chiude sui tagli e costringe gli emiliani a tiri difficili e spesso forzati .
 
6) La curiosità
 
Cinque minuti dopo la vittoria, giocatori e allenatore dell’Armani sono arrivati alla premiazione indossando le maglie rosse e il cappellino nero col n.27, gli scudetti dell’Olimpia, potenza della Maison anche se a 2 minuti dalla fine il regista Rai ha riproposto per l’ennesima volta il cartello-supplica della tifoseria milanese : “Basta Proli e Portaluppi”. Un duo invisibile: capiranno , per rimo Armani, che per essere più competitivi  dopo le figuracce di quest’anno occorre una vera figura di livello internazionale per l’Euroleague?. Cinciarini non meritava tutti quei fischi antisportivi dal suo ex pubblico, molto meglio indirizzarli a chi gli aveva promesso il Palasport. Retroscena: la Federazione aveva proposto l’anticipo alle 18 per evitare la concorrenza con gli europei di calcio, Reggio ha detto no, primo autogol per l’Egidio Bianchi presidente sui generis di Lega.
 
7) Dopo-gara.
 
Capitan GENTILE con  voce strozzata e in lacrime : “Partita durissima. Dedico questo scudetto alla mia famiglia; nei momenti bui,  quando tutti ti voltano le spalle, loro ci sono sempre. Stagione incredibile: infortuni su infortuni, solo io so quanto ho sofferto… Potrebbe essere stata la mia ultima partita, in questi 5 anni ho dato tutto,  ho appena 23 anni e vinto due scudetti e 1 coppa Italia, penso sia abbastanza”. A.CINCIARINI: “Ho scelto Milano per vincere, mi godo questa decisione con 1 scudetto e 1 Coppa Italia. Sono stato fermo 60 giorni, ho cercato di dare alla squadra le piccole cose e il morale. Complimenti a Reggio: campionato straordinario”. REPESA: “Un anno difficilissimo, anche per la società, con tanti cambiamenti, molti infortuni, ma ci abbiamo sempre creduto, un ringraziamento a tutti” . MENETTI: “Abbiamo perso per i dettagli, ci sono mancati gli ultimi 6 minuti, Milano non ha rubato nulla. Era difficile migliorarci, complimenti all’Armani. Ora ci godiamo tutto quello di bello che abbiamo fatto,  ci riproveremo l’anno prossimo. Ripetere due anni di fila la finale col maggior numero di ragazzi italiani è una cosa incredibile. Ho un altro anno di contratto, spero che non mi caccino”. PITTIS (commento Rai Sport): “Ci sono state tante critiche nella stagione Armani, sono stati investiti molti soldi, ma sul campo ci sono anche gli altri , Reggio non era mai morta,  e comunque negli albi d’oro rimangono le vittorie”
 
ZOOM GARA 6
 
Reggio Emilia-MILANO 70-74 (19-21, 19-8; 12-16, 20-29)
 
MVP: 23 E.Batista, p10 5/7 9r 1re 4, 22′. MVP Reggiio: 20 R.Kukenas, p18 6/6 2/7 da3 3r  4a 29′
 
MIGLIOR MARCATORE: 16 A.Gentile, val12 7/15  tl2/2 4r 1sts 1re 2a, 31′; 18 R.Kaukenas . Miglior marcatore italiano: 16 A.Gentile; 13 A.Della Valle, val15 5/8 0/5 da3 tl3/3 4r 2a, 26′
 
MIGLIOR ITALIANO: 16 A.Polonara, p12 5/7 0/2 8r (5ra) 1st 1pe 1a, 30′; 12 A.Gentile, p16
 
Tiro2:  Re 22/40 55,0-Mi 20/43 46,5. Tiro3: Re 6/32 18,8-7/18 38,9. Tiri Liberi: Re 8/9 88,9-Mi13/22 59,1. Rimbalzi: Re 42-Mi 40. Pe: 22 (11 Re, 11 Mi). Assist: 36 (15 Re, 21 Mi). Recuperate 5-7. Falli: 27-20. Punti starter: 52 Re-49 Mi. Panchina: 18 Re-25 Mi. Valutazione: 68-96 ITALIANS: Punti 36-19, Valutazione: 35-17
 
 
A cura di Enrico Campana

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