Il 78-68 sul campo del Fenerbahce alla prima in Eurolega lascia l'amaro in bocca a coach Mumbrù, che illustra le difficoltà della sua Virtus Bologna.
Alex Mumbrù si toglie il cappello davanti al Fenerbahce, capace di imporsi in Eurolega sulla sua Virtus Bologna con il risultato di 78-68. Una sconfitta maturata soprattutto nel finale di partita, come ammesso a caldo dal tecnico catalano: “Sapevamo quanto questa partita fosse difficile. Penso che ce ne siano state quasi due, una nei primi tre quarti in cui abbiamo detto la nostra, poi un’altra in cui loro hanno giocato in modo molto fisico mettendo più spinta in campo. Hanno segnato 7 punti di fila in un momento importante, mantenendo poi i ritmi sempre alti. Noi invece non abbiamo capito il momento, abbiamo perso troppi palloni e non abbiamo preso le scelte migliori. Complimenti a loro per la vittoria”.
Del resto, il Fenerbahce era stato indicato alla vigilia tra le principali candidate alla vittoria finale dell’Eurolega 2026/27, insieme a Panathinaikos, Olympiacos, Real Madrid e Hapoel. Un esordio in trasferta contro una delle corazzate del torneo rappresentava dunque un banco di prova durissimo per le V Nere, chiamate a misurarsi fin da subito con il vertice del basket continentale.
La sfida di Istanbul è stata peraltro la prima uscita europea per Mumbrù sulla panchina bolognese, un incarico che il tecnico nato a Barcellona il 12 giugno 1979 ha assunto nella scorsa estate dopo una carriera da allenatore che lo ha visto protagonista al Bilbao Berri, al Valencia Basket e, soprattutto, alla guida della Nazionale tedesca, con cui ha conquistato uno storico oro agli Europei di Lettonia 2025. Un profilo di assoluto livello internazionale, dunque, per guidare un gruppo profondamente rinnovato rispetto alla stagione precedente.
La Virtus ha infatti cambiato moltissimo in estate, costruendo un roster nuovo con innesti come il play-guardia canadese Marcus Carr, arrivato dal Würzburg dopo una stagione da 17.3 punti e 5.7 assist di media in Bundesliga, e il giovane centro angolano Kevin Kokila, classe 2004, chiamato a completare il reparto lunghi insieme a Momo Diouf e Aliou Diarra. A guidare il gruppo con la fascia al braccio c’è Daniel Hackett, nominato capitano: il veterano, che il prossimo 19 dicembre compirà 39 anni, ha già dichiarato di voler vivere questa stagione con la massima dedizione, con la speranza di alzare un trofeo prima di appendere le scarpe al chiodo.
Proprio la profondità e la coesione del nuovo gruppo saranno i fattori determinanti per capire fin dove potrà spingersi questa Virtus in Eurolega. Come sottolineato dal commissario tecnico della Nazionale italiana Luca Banchi alla vigilia della stagione, Bologna “ha tanti giocatori nuovi e un nuovo coach” e per molti elementi questa sarà soprattutto “un modo per crescere”. Un percorso che, inevitabilmente, passa anche attraverso sconfitte come quella di questa sera sul parquet del Fenerbahce, prezioso bagaglio di esperienza per un gruppo che deve ancora trovare la propria identità definitiva.