In questa estate caldissima la società pugliese, che si è salvata in extremis dopo avere vinto lo spareggio con Roseto, resta una delle realtà maggiormente osservate.
In questa estate caldissima Ruvo di Puglia, che si è salvata in extremis dopo avere vinto lo spareggio con Roseto, resta una delle realtà maggiormente osservate per quanto riguarda la cessione dei diritti per la A2. La società pugliese, che nella serata di ieri avrebbe dovuto annunciare la conferma di coach Rajola in conferenza stampa, ha invece rinviato l’appuntamento alimentando ulteriormente le indiscrezioni. Sul club in questione, oltre a quello di Brescia, ci sarebbe anche l’interesse della Virtus Roma, impegnata in colloqui per un’eventuale acquisizione del titolo.
Il riferimento a Brescia non è casuale: il titolo sportivo della Germani è stato nel frattempo trasferito nelle mani dell’imprenditore californiano Paul Matiasic, che lo ha utilizzato per dare vita alla Maxima Roma, una delle due nuove realtà cestistiche che si apprestano a disputare il prossimo campionato di Serie A nella Capitale.
Roma si ritrova così con due club di basket di alto livello: oltre alla Maxima di Matiasic, ammessa all’Eurocup tramite wild card dopo che la FIBA aveva negato l’accesso alla Champions League, opera nella Capitale anche il Roma Basketball Club SPQR, progetto della cordata Nelson-Doncic presentato ufficialmente in Campidoglio alla presenza della stella NBA dei Los Angeles Lakers Luka Doncic. È proprio in questo contesto che si inserisce l’interesse della Virtus Roma per il titolo di Ruvo: il club capitolino, rimasto escluso dalla Serie A2 dopo i playoff, starebbe cercando una via d’accesso alla categoria attraverso l’acquisizione di un titolo sportivo già esistente.
Sul fronte della vivacità del mercato dei diritti in questa categoria, va ricordato come il playout tra Ruvo e Roseto sia stato tutt’altro che sereno. La serie si era contraddistinta per momenti di grande tensione, culminati nell’episodio del giocatore di Ruvo Jacopo Borra, che aveva colpito ripetutamente con dei pugni in viso il giocatore di Roseto Aristide Landi, riportando una squalifica di tre giornate. Anche il dirigente ruvese Gianluigi Campanale era stato punito con quattordici giorni di inibizione per comportamento offensivo nei confronti degli arbitri, a testimonianza di quanto la posta in gioco fosse alta per entrambe le società.