Virtus Bologna ko con Venezia, Nenad Jakovljevic sa che cosa è mancato

Articolo di Marco Enzo Venturini

Al termine del pesante 83-91 interno contro la Reyer Venezia, Nenad Jakovljevic inquadra i problemi della Virtus Bologna.

La Reyer Venezia si porta a casa un importantissima vittoria in Gara 1 della serie con la Virtus Bologna, un successo in trasferta che coach Nenad Jakovljevic ha analizzato con parole di grande autocritica. “Non siamo stati aggressivi a sufficienza, in particolare non arrivando a fine partita con la necessaria forza fisica e mentale. Infatti, tra le altre cose, abbiamo regalato troppi tiri liberi”, ha affermato per commentare il pesante 83-91 dei suoi.

“Venezia ci ha punito spesso in contropiede, dobbiamo migliorare nel ritmo di gioco e nel giropalla quando attacchiamo. Dobbiamo giocare il nostro basket per tutti i 40 minuti, cosa che questa sera non è successa”, è la ricetta di Jakovljevic per il prosieguo della serie. Quindi, concentrandosi su alcuni singoli della Virtus Bologna e anche della Reyer: “Non siamo riusciti a imporci per tutti i 40 minuti, indipendentemente dal fatto che nel finale è stato Edwards a impostare il gioco. Nel secondo tempo abbiamo aggiustato la difesa su Wiltjer, un ottimo giocatore, poi però abbiamo perso le misure con altri uomini”.

Il riferimento a Edwards non è casuale: il giocatore era già stato il trascinatore della Virtus nel difficile percorso contro Trento, chiuso con una rimonta da 1-2 a 3-2. In particolare, nella vittoria di Gara 4 alla BTS Arena, l’americano era stato il migliore in campo con 26 punti, guidando i campioni d’Italia al pareggio nella serie. Una leadership che Jakovljevic si aspettava di ritrovare anche in questa semifinale, ma che evidentemente non è bastata a evitare il passo falso casalingo.

Il cammino della Reyer verso questa semifinale è stato tutt’altro che semplice. Gli orogranata hanno avuto la meglio sulla Derthona Tortona solo nella decisiva Gara 5 al PalaTaliercio, imponendosi per 89-83 dopo una serie combattuta. Coach Neven Spahija aveva commentato con soddisfazione il passaggio del turno: “Abbiamo mostrato entrambi grande qualità, penso sia stata la miglior serie playoff da quando sono qua. Noi abbiamo cambiato molto, loro hanno cambiato. Siamo duri a morire? Quando una squadra prende così tante botte in stagione è più dura, si dice in Croazia però che non ti uccide, ti fa più forte”. Parole che fotografano perfettamente lo spirito di una squadra abituata a soffrire e a reagire.

Sul fronte bolognese, invece, pesa come un macigno l’assenza di Derrick Alston Jr., uno degli uomini più brillanti nelle prime battute della post season. L’americano, autore di una prestazione straordinaria in Gara 1 contro Trento con 21 punti in soli 19 minuti, è stato operato per una frattura scomposta del terzo metacarpo della mano sinistra e il suo rientro in questa post season è impossibile. Una perdita enorme per le Vu Nere, considerando che in regular season aveva viaggiato a 12.6 punti di media con il 57.4% da due punti e il 42.4% dall’arco. Per colmare il vuoto lasciato dall’americano, Jakovljevic ha puntato su Matt Morgan, tornato disponibile nel roster dopo essere rimasto fuori per la questione legata al numero massimo di stranieri utilizzabili in campionato.

Gara 2 della serie si preannuncia dunque come un crocevia fondamentale: la Virtus Bologna non può permettersi di scivolare sul 2-0, pena una rincorsa che storicamente si è rivelata quasi impossibile da completare. Dall’altra parte, la Reyer di Spahija arriva a questo appuntamento con la consapevolezza e la fiducia di chi ha già dimostrato di saper vincere nei momenti decisivi, portando con sé tutta la durezza conquistata in una stagione ricca di prove e difficoltà.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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