Reyer Venezia corsara a Bologna: Neven Spahija aveva previsto tutto

Articolo di Marco Enzo Venturini

Il successo in trasferta sul campo della Virtus Bologna non è casuale: coach Neven Spahija spiega come ha preparato la Reyer Venezia.

Neven Spahija esalta la sua Reyer Venezia, capace di imporsi con il punteggio di 83-91 sul campo della Virtus Bologna portando la serie dei playoff sull’1-0. Un grande risultato che, secondo le parole pronunciate dal coach orogranata a fine partita, è il frutto del piano studiato con la squadra in settimana e puntualmente portato in campo contro le ‘Vu Nere’.

“Contro una squadra di enorme talento, come la Virtus Bologna, abbiamo fatto un ottimo lavoro. Per questo motivo voglio fare i complimenti alla squadra, avevamo un piano di gioco e siamo riusciti a rispettarlo – ha confessato Spahija -. La Reyer Venezia si è anche ritrovata sul -11 a un certo punto della partita, non abbiamo però mai perso la pazienza e alla fine abbiamo vinto. Meritatamente, secondo me. Adesso però dobbiamo restare umili e giocare la prossima come se fossimo ancora sullo 0-0, conservando la durezza mentale di stasera che è stata tra gli elementi chiavi per vincere”.

Dall’altra parte, coach Nenad Jakovljevic non ha cercato alibi e ha analizzato la sconfitta con grande autocritica: “Non siamo stati aggressivi a sufficienza, in particolare non arrivando a fine partita con la necessaria forza fisica e mentale. Infatti, tra le altre cose, abbiamo regalato troppi tiri liberi”. Il tecnico serbo ha poi indicato la strada da seguire per il prosieguo della serie: “Venezia ci ha punito spesso in contropiede, dobbiamo migliorare nel ritmo di gioco e nel giropalla quando attacchiamo. Dobbiamo giocare il nostro basket per tutti i 40 minuti, cosa che questa sera non è successa”. Jakovljevic si è anche soffermato su alcuni singoli: “Non siamo riusciti a imporci per tutti i 40 minuti, indipendentemente dal fatto che nel finale è stato Edwards a impostare il gioco. Nel secondo tempo abbiamo aggiustato la difesa su Wiltjer, un ottimo giocatore, poi però abbiamo perso le misure con altri uomini”.

A pesare ulteriormente sulle ambizioni bolognesi è l’assenza di Derrick Alston Jr., uno degli uomini più brillanti nelle prime battute della post season. L’americano, autore di una prestazione straordinaria in Gara 1 contro Trento con 21 punti in soli 19 minuti, è stato operato per una frattura scomposta del terzo metacarpo della mano sinistra e il suo rientro in questa post season è impossibile. Una perdita enorme per le ‘Vu Nere’, considerando che in regular season aveva viaggiato a 12.6 punti di media con il 57.4% da due punti e il 42.4% dall’arco.

Il cammino della Reyer verso questa semifinale, a propria volta, è stato tutt’altro che semplice. Gli orogranata hanno avuto la meglio sulla Derthona Tortona solo nella decisiva Gara 5 al PalaTaliercio, imponendosi per 89-83 dopo una serie combattuta che ha messo a dura prova le energie della squadra. Spahija aveva commentato con soddisfazione il passaggio del turno: “Abbiamo mostrato entrambi grande qualità, penso sia stata la miglior serie playoff da quando sono qua. Noi abbiamo cambiato molto, loro hanno cambiato. Siamo duri a morire? Quando una squadra prende così tante botte in stagione è più dura, si dice in Croazia però che non ti uccide, ti fa più forte”. Parole che fotografano perfettamente lo spirito di una squadra abituata a soffrire e a reagire, e che risuonano ancora più significative dopo il successo di questa sera al PalaDozza.

Anche la Virtus Bologna ha vissuto una vigilia di semifinale tutt’altro che serena, dopo aver faticato non poco contro Trento nei quarti di finale. Le Vu Nere erano arrivate a rischiare l’eliminazione, ritrovandosi sotto 1-2 nella serie prima di reagire con la vittoria di Gara 4 alla BTS Arena, trascinata dai 26 punti di Edwards, e poi in Gara 5 a Bologna. Un percorso accidentato che, evidentemente, non ha giovato alla condizione fisica e mentale della squadra di Jakovljevic, e che la Reyer ha saputo sfruttare con grande intelligenza tattica in questa Gara 1 di semifinale.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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