"Si può parlare di tecnica e tattica, ma alla fine se non si gioca col cuore non si può competere a nessun livello".
La sconfitta contro il Real Madrid lascia l’Olimpia Milano alle prese con interrogativi pesanti, soprattutto sul piano dell’atteggiamento e della tenuta mentale. Nel post partita, coach Peppe Poeta non ha nascosto la propria delusione, puntando il dito contro la mancanza di cuore mostrata da parte della squadra e sottolineando la necessità di assumersi le proprie responsabilità: “Non c’è molto da dire. Se non metti il cuore, non puoi giocare a basket. Solo qualcuno l’ha fatto. Si può parlare di tecnica e tattica, ma alla fine se non si gioca col cuore non si può competere a nessun livello”, ha dichiarato l’allenatore”.
L’ingresso di Pippo Ricci e la reazione del pubblico sono stati uno dei temi affrontati da Poeta, che ha spiegato le ragioni della sostituzione e le difficoltà nel gestire le gerarchie all’interno del gruppo. “Qualcosa per dare una scossa alla squadra. Devo dare gerarchie dovute ad uno status di Eurolega, che è chiaro. Se devo far giocare meno di 14 minuti Peters, che ha appena vinto l’Eurolega, abbiamo un problema. Pippo lo ringrazierò sempre, mette tutto sempre in campo, ma devo recuperare i giocatori”.
Il tecnico ha poi chiarito cosa lo abbia spinto a intervenire: “Il cambio è coinciso con il secondo errore di Peters difensivo, eravamo sotto di 20 e l’ho fatto. Una mossa della disperazione. Non l’avrei messo se Peters non avesse fatto un altro errore difensivo”. La situazione in classifica comincia a destare preoccupazione, ma Poeta ha ribadito di voler continuare a lavorare per trovare una soluzione. “L’unica cosa che posso fare è metterci la faccia e dare il massimo in palestra. Provare con tutte le armi che ho ad accendere qualcosa”.
I problemi tecnici e i blackout della squadra sono un altro aspetto su cui l’allenatore si è soffermato, riconoscendo le difficoltà nella costruzione del gioco e nell’esecuzione. “Abbiamo problemi tecnici evidenti. Stiamo facendo fatica a creare gioco, Thompson fa fatica e Cole è un rookie. Quello può farti scoraggiare e perdere unità d’intenti, ma non è un alibi”. Poeta ha evidenziato come l’approccio iniziale fosse stato positivo, prima che la squadra si smarrisse: “Oggi l’avevamo anche approcciata nel modo giusto, poi ci sono quei blackout che sono un misto di difesa ed attacco. Quando ci disuniamo e dietro smettiamo di difendere”.