Tra i nuovi arrivi spiccano il playmaker Semaj Christon, alla settima esperienza in Italia, oltre agli azzurri Liam Udom e Matteo Parravicini
Il mercato dell’Acqua S.Bernardo Cantù ha iniziato a prendere forma con l’ufficializzazione di Chad Brown, ma il centro americano non sarà certo l’ultimo volto nuovo della squadra di Frank Vitucci. Il trentenne, dopo un lungo percorso tra Europa e Stati Uniti, condividerà il ruolo di pivot con Leonardo Okeke in una stagione che segnerà anche il ritorno del club nella nuova Cantù Arena, il cui debutto è previsto per febbraio.
L’obiettivo della società è chiaro: conquistare la salvezza con anticipo, evitando di ritrovarsi coinvolta nella lotta per non retrocedere fino alle ultime giornate di un campionato sempre più competitivo. La rosa è destinata a cambiare profondamente. Hanno infatti lasciato Cantù giocatori importanti come Erick Green, Grant Basile, Sneed, Ballo, Fevrier, approdato in Lituania, Chiozza, Andrea De Nicolao, andato a Pesaro, e Giovanni Bortolani. Gli unici rimasti sono Leonardo Okeke e il capitano Riccardo Moraschini.
Tra i nuovi arrivi spiccano il playmaker Semaj Christon, alla settima esperienza in Italia, oltre agli azzurri Liam Udom e Matteo Parravicini. Il lavoro del club, però, è tutt’altro che concluso: mancano ancora diversi tasselli, a partire da buona parte del quintetto titolare e dalle alternative sugli esterni.
Sarà soprattutto il mercato degli stranieri a determinare il livello competitivo della squadra. Con un budget contenuto destinato ai giocatori italiani, Cantù concentrerà i propri investimenti sui quattro slot extracomunitari ancora da riempire, dai quali dovranno arrivare qualità e punti pesanti.