Conferenza stampa non priva di puntualizzazioni del patron della Germani dopo la cessione del diritti sportivi.
Il patron della Germani Brescia Mauro Ferrari ha parlato in conferenza stampa dopo la cessione dei diritti sportivi della squadra alla nuova Maxima Roma di Matiasic. Contestato duramente dai tifosi con cori e striscioni fuori dalla sede di San Zeno, Ferrari ha spiegato la situazione e perché è arrivato alla cessione. “Durante questo periodo sono stati fatti sforzi economici importanti. Sono stati impegnati, e sottratti alle mie attività e a quelle della mia famiglia, periodi e giornate di lavoro, e abbiamo investito capitali per circa 30 milioni di euro in questi dieci anni di attività. Io penso che la razionalità e la sostenibilità economica di un progetto siano alla base di qualsiasi progetto”.
“Ho sentito tanta ipocrisia. Ho sentito parlare di etica sportiva ed etica morale. Ma etica sportiva ed etica morale non esistono in nessun progetto se non c’è sostenibilità economica, perché senza sostenibilità economica non si va da nessuna parte. Il sistema basket italiano oggi è un sistema, come altri sport, in parecchia crisi, dove l’avvento di capitali esteri è significativo. Pensate un po’: l’anno prossimo avremo Trieste con capitale americano, Napoli con capitale americano, Roma con capitale americano e Roma 2 con capitale americano”.
“Un buon capo di famiglia, un buon amministratore di una società, deve essere consapevole delle proprie capacità e disponibilità finanziarie. Non può passare da una salvezza conquistata all’ultima giornata, facendo un campionato di A1 dove i costi vanno alle stelle, per poi sparire dalla sera alla mattina per fallimento. Chi ha la responsabilità di rappresentare una città in ambito sportivo deve capire quando è il momento di resettare. Se dieci anni fa avevamo 30 milioni di euro disponibili sul conto e oggi abbiamo poco più di 500 mila euro, significa che è una società che non regge e non produce utili”.
Il basket bresciano è pronto a ripartire subito, e Ferrari si è messo a disposizione: “Ho pensato che fosse cosa giusta mettere a disposizione delle istituzioni una proposta concreta, e poi mi defilerò. Mi metto a loro disposizione a partire da lunedì, perché oggi in Italia ci sono due titoli di B1 e due titoli di A2 disponibili da poter acquisire, per permettere alla nostra città di continuare a fare basket. Ho pensato anche a una soluzione che potrebbe rappresentare un primo passo a livello nazionale. Ho fatto lavorare un team di legali interno e un team di legali della Federazione per verificare la possibilità di acquisire un titolo di B1 o di A2 e devolverlo al Comune, affinché il Comune ne diventi il custode, magari attraverso una delle proprie società”.