La centrale belga ha annunciato il ritiro con parole che raccontano molto più di un addio sportivo: il bilancio di un percorso umano prima ancora che agonistico.
Laura Heyrman saluta la pallavolo e chiude una carriera costruita ai massimi livelli, tra club e nazionale, con un messaggio carico di riconoscenza e consapevolezza. La centrale belga ha annunciato il ritiro con parole che raccontano molto più di un addio sportivo: il bilancio di un percorso umano prima ancora che agonistico.
Nel corso della sua carriera Heyrman ha lasciato il segno in diversi campionati europei, imponendosi come una delle centrali più solide e continue della sua generazione. Nel suo cammino c’è stato anche un passaggio importante in Italia, dove ha indossato la maglia di Milano condividendo il campo con Paola Egonu, esperienza che l’ha vista protagonista in uno dei contesti più competitivi e prestigiosi del volley internazionale.
A salutare il volley giocato è così un’atleta che ha fatto dell’equilibrio, della qualità e della continuità le sue cifre distintive, guadagnandosi nel tempo rispetto e credibilità ovunque abbia giocato. “Un ultimo giro… è successo. È difficile trovare le parole per raccontare davvero cosa abbia significato questa parte della mia vita. Perché non è mai stato solo pallavolo. Mi ha dato l’opportunità di conoscere molto di più me stessa e di incontrare persone straordinarie, Paesi, stili di vita e culture diverse”.
“Persone che mi hanno guidata, messa alla prova, sostenuta, e che hanno lasciato dentro di me qualcosa che custodirò per sempre. A tutti voi, grazie, dal profondo del cuore 🫶🏻 Per la fiducia, per il tempo, per gli insegnamenti, per aver creduto in me e per avermi indicato la strada. Sono certa che chi ha avuto un impatto così grande su di me sa perfettamente chi è e sa quanto io gli sia profondamente grata. Quelli che porto con me non sono soltanto ricordi. Sono diventati parte di ciò che sono oggi. Avrete sempre un posto nella mia storia. Grazie, pallavolo, per avermi permesso di crescere e di diventare la persona che sono oggi”.