Daniel Castellani ha perso la sua battaglia. Aveva 65 anni

Articolo di Flavio Brambilla

L'esperto tecnico argentino era passato anche dall'Italia, sia come giocatore negli anni Ottanta e Novanta sia, più avanti, come allenatore.

Il mondo dello sport, in particolare della pallavolo, piange Daniel Castellani, una delle figure di riferimento del volley argentino, scomparso a 65 anni dopo una lunga lotta contro una grave malattia. L’annuncio è arrivato dalla Federazione argentina (FEVA), che in un comunicato ha ricordato il suo ruolo di leader dentro e fuori dal campo. Castellani aveva giocato e allenato anche in Italia, vestendo le maglie di Chieti, Falconara, Zinella Bologna, Petrarca e Prato e guidando da bordocampo Capurso Gioia e Perugia.

Da giocatore, Castellani è stato uno dei protagonisti della nazionale argentina che conquistò la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Seul 1988 e, prima ancora, al Mondiale del 1982, risultati rimasti per decenni tra i più prestigiosi nella storia del volley albiceleste. Terminata la carriera da giocatore, ha continuato a lasciare il segno come allenatore guidando l’Argentina al titolo dei Giochi Panamericani 1995. Più recentemente, aveva assunto la guida della selezione femminile, allenata nel 2023 e nel 2024.

Anche la Lega Pallavolo Serie A si è unita al dolore unanime: “Il Presidente Massimo Righi, il CdA, tutti i club e lo staff della Lega Pallavolo Serie A si uniscono al dolore per la scomparsa di Daniel Castellani, allenatore argentino visto in Italia sulle panchine di Perugia e Gioia del Colle. Alla famiglia va un sentito pensiero di cordoglio”.

Nel 2023, durante i Giochi Panamericani di Santiago, Castellani aveva rivelato di essere stato colpito da un tumore. Dopo alcuni mesi di chemioterapia, riprese ad allenare deciso a mantenere il suo impegno con la nazionale femminile argentina e a portare avanti un progetto che guardava ai Giochi di Los Angeles 2028. Nonostante la malattia, è riuscito a conquistare risultati storici, come il primo titolo nella Copa Panamericana e un prestigioso secondo posto al Sudamericano.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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