Dorothea Wierer categorica su Jannik Sinner: “Io non lo farei”

Articolo di Luca Franzosi

La campionessa di biathlon ha parlato anche del fuoriclasse azzurro del tennis in una intervista

La campionessa di biathlon Dorothea Wierer in una intervista a La Stampa ha confessato di non invidiare affatto la vita che sta facendo Jannik Sinner: “Mi fa piacere se mi riconoscono per strada, ma non scambierei affatto la mia vita con la sua – ha dichiarato l’Azzurra -. perché non ha privacy che per me, invece, viene prima di tutto”. Il tennista altoatesino è ormai una figura riconosciuta in tutto il Paese e non ha più pace: “Mia sorella ha dato lezioni di sci di fondo al suo manager a Sesto Pusteria e parlandogli ha conosciuto un po’ il mondo di Jannik”.

Di Sinner e dei tennisti in generale Dorothea “invidia” solo i tifosi: “Ma solo in Italia perché all’estero le tribune sono stracolme. Ecco, mi piacerebbe avere il tifo dei nostri tennisti. Anche se adesso hanno una pressione esagerata”. Wierer ha anche tagliato corto sulla questione dell'”italianità”: “Basta, io sono orgogliosa di essere italiana e anche del posto dove sono nata. A qualcuno piace fare polemica giusto per mettersi in mostra”, ha affermato la 35enne tre volte campionessa mondiale.

Wierer è pronta a chiudere la sua carriera alle Olimpiadi: “Meglio di così non potevo chiudere e lo dico al netto dei risultati. Senza l’ossessione per l’oro. Saranno le ultime gare della mia carriera: dove sono cresciuta e davanti a tutta la mia gente”. L’Azzurra ha poi rivendicato la sua scelta di truccarsi prima delle gare: “Non ho mai nascosto nulla, mi sono sempre truccata prima delle gare, abbinato occhiali e orecchini alle tute tanto da curare una mia linea adesso”.

“Per me hanno parlato i risultati, non l’immagine, ma sono estroversa e all’inizio vedevo gli sguardi in gruppo e non sempre erano benevoli. Ora, però, non sono l’unica a curare il look. Se fossi stata più professionale da giovane forse avrei raggiunto risultati migliori. In gara vado a testa bassa, ma fuori non ho mai sacrificato niente, ho visto troppi atleti cadere in depressione, avevano rinunciato a tutto e non avevano nulla cui attaccarsi nei momenti di crisi”.

Laureato allo IULM di Milano, lavora a Sportal.it dal 2006. Ha collaborato per diverse testate nella realizzazione di articoli, gallery e contenuti per il web. MotoGP, tennis e calcio sono le sue passioni. Nel tempo libero legge libri fantasy, nuota e fa lunghe passeggiate nel Parco del Ticino.

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