"Ho avuto dei momenti di forte pressione in questi giorni, soprattutto nella mia testa" sottolinea dopo il trionfo.
Sofia Goggia non ha nascosto la propria emozione dopo la vittoria della Coppa di superG e della gara di Kvitfjell. “Ho avuto dei momenti di forte pressione in questi giorni – ha sottolineato la bergamasca -, soprattutto nella mia testa. E ho avuto anche paura di non farcela, magari per un errore o un’uscita. Al cancelletto però ho respirato e ho pensato a tutto ciò che di bello sono in grado di fare. Quando ho tagliato e ho visto la luce verde per 6 decimi ho pensato che non sarebbero state molte le atlete in grado di passarmi davanti”.
“È stata una stagione che non è stata all’altezza delle aspettative, soprattutto in discesa: una stagione non soddisfacente. Adesso però ho questa Coppa di superG che metterò a fianco alle quattro di discesa e per una velocista che vuole essere completa era molto importante conquistarla. Quando riesci ad aggiudicarti il trofeo e vinci anche la gara è positivo”.
“Non è stato facile il weekend di Val di Fassa: arrivavo dalle Olimpiadi e avevo 84 punti di vantaggio sulla Robinson. La mia aspettativa era quella di fare punti e arrivare in Norvegia avendo già conquistato la mia coppa. Ma io in quel weekend non riuscivo a stare in piedi, non riuscivo a sciare in nessun modo. Da allora ci sono state altre due settimane di sofferenza, e di grandi tensioni che mi hanno spossato e sono state davvero pesanti per la mia testa”.
“La particolarità del superG è che si tratta di una disciplina molto diversa dalla discesa, che si prepara giorno dopo giorno. Qui il bello è che si tratta di un mix di tecnica, strategia, istinto: è una disciplina molto complessa e molto intensa. Sono molto felice, ma sono anche molto provata. Non è stata una stagione semplice. Quando senti che il tuo livello di sci è molto alto, ma non riesci a raggiungere risultati che vanno al di là del mediocre diventa tutto complicato. Ci sono stati dei picchi in alto, ma è stata una stagione incostante. Questa Coppa però mi soddisfa”.