Morto a 75 anni, Roland Collombin si era ritirato dopo un terribile doppio infortunio a Val d'Isère. Negli ultimi anni aveva lottato con il cancro.
Roland Collombin, leggenda dello sci alpino in Svizzera e non solo, è morto. Vincitore nel corso della sua carriera di due Coppe del Mondo, una medaglia d’argento olimpica e una dello stesso metallo ai Mondiali, tutte in discesa libera, aveva 75 anni. Come confermato dalla ‘RSI’, il campione vallesano era stato colpito da due tumori: uno alla gola e uno al fegato.
Due volte vincitore in Coppa del Mondo a Kitzbühel, Collombin è stato salutato con un messaggio commosso proprio sull’account ufficiale della mitica pista austriaca. I parenti, invece, hanno diffuso la notizia della sua morte con un comunicato: “È con immensa tristezza che la famiglia Collombin vi comunica la scomparsa di Roland. Dopo una lunga e coraggiosa battaglia, si è serenamente addormentato oggi, nella casa che gli ha dato i natali, circondato dall’amore dei suoi cari, come desiderava”.
Al di là del grande campione che tanti hanno ammirato, oggi perdiamo un marito, un papà e un nonno profondamente amato. Conserveremo di lui il ricordo di un uomo libero, appassionato, profondamente umano e di un coraggio eccezionale. Il suo amore per la famiglia, la montagna e la vita resterà per sempre impresso nei nostri cuori”, concludono i parenti di Collombin.
Nato il 17 febbraio 1951 nel Canton Vallese, Collombin si era fatto notare in Coppa del Mondo già nel 1971 appena ventenne. Capace nel corso della carriera di raccogliere otto vittorie complessive in Coppa del Mondo (pista preferita quella di Garmisch, dove si impose per tre volte), l’argento olimpico arrivò a Sapporo 1972 con validità anche per il Mondiali. Costretto a ritirarsi prematuramente dopo due gravi cadute a distanza di un anno l’una dall’altra avvenute nell’identico punto di Val d’Isère, di fatto fu costretto a dire addio allo sci agonistico in quel 7 dicembre 1975. La frattura di due vertebre gli provocò addirittura una momentanea paralisi, risolta oltre due mesi dopo. Il luogo del doppio incidente è ora chiamato in suo onore “Bosse à Collombin”.
Proprio sulla Streif di Kitzbühel, teatro di alcune delle sue imprese più memorabili, Collombin fu protagonista di un episodio emblematico di quell’epoca d’oro della discesa libera. Il 26 gennaio 1974 tagliò il traguardo da dominatore assoluto, con alle spalle in ex aequo l’italiano Giuliano Besson e Stefano Anzi, entrambi staccati di soli 18 centesimi. Una gara che racconta bene la statura del campione vallesano in quegli anni, capace di imporsi sulla pista più temuta e prestigiosa del circuito davanti ad alcuni dei migliori discesisti del momento.
La scomparsa di Collombin arriva a pochi mesi da un’altra perdita per il mondo della discesa libera di quegli anni: nell’ottobre 2025 era venuto a mancare anche Giuliano Besson, proprio quel discesista italiano che aveva sfiorato la vittoria alle sue spalle sulla Streif. Besson, nato a Sauze d’Oulx il primo gennaio 1950 e anch’egli scomparso a 75 anni a causa di un malore improvviso, aveva condiviso con Collombin non solo le piste di gara ma anche la stagione irripetibile di Sapporo 1972. Due protagonisti di un’epoca che ha segnato profondamente la storia dello sci alpino, entrambi legati indissolubilmente a quella generazione di atleti che trasformarono la discesa libera in uno spettacolo capace di appassionare il mondo intero.