La 35enne fuoriclasse valdostana conferma che gareggerà all'Olimpiade di casa ma lascia aperta l'ipotesi sul fatto di tornare al cancelletto già in Coppa del Mondo.
In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport Federica Brignone ha confermato che parteciperà ai Giochi di Milano Cortina ma non dice se e quando rientrerà in Coppa del Mondo, giusto per riassaporare in prima persona l’atmosfera della gara. Intanto la 35enne fuoriclasse valdostana, che si è gravemente infortunata lo scorso 3 aprile ai campionati italiani assoluti in Val di Fassa, si sta allenando proprio a Cortina d’Ampezzo in gigante con le compagne di squadra e ci tornerà a breve per testarsi nella velocità sull’Olympia delle Tofane, la pista dei Giochi.
“Ho deciso di seguire la squadra come in Val di Fassa perché avremo modo di sciare sulla pista olimpica. La settimana è interamente dedicata al gigante, poi torneremo qui per le discipline veloci. Siamo in Italia, anche se le condizioni dell’Olimpia non sono quelle che troveremo durante i Giochi, cominciare a familiarizzare con la nostra casa aiuta. Ho letto che rientrerò a Tarvisio o a Plan de Corones, ma è falso. La verità la sappiamo io e la mia squadra, vedendo giorno per giorno come va e se me la sentirò di provare prima dell’Olimpiade”.
“Il regolamento dei punti non invoglia a rientrare e non tutela chi vorrebbe farlo perché, se gareggio solo ai Giochi la prossima stagione sarò numero 3 in tutte le discipline, mentre se disputo più gare finisco fuori dalle prime trenta. Una cosa è certa: amo gareggiare, ma in questo momento andrebbe bene tutto, farlo all’Olimpiade o farlo anche dopo, non sono affatto spaventata per quello che mi è successo alla gamba. Essere qui in allenamento è un qualcosa di veramente speciale. “Se avrei scommesso sulla mia partecipazione ai Giochi? Nessuno l’avrebbe fatto! Invece sono qui con una voglia matta di gareggiare tra un mese”.
“Da quando mi sono operata non ho fatto un giorno senza sentire male al ginocchio, alla tibia e al perone. Sugli sci, poi, dipende dalla disciplina, il gigante è sicuramente il più doloroso, ma rispetto a due mesi fa non mi impedisce di attivare il muscolo. D’altronde lo so, non posso pretendere di stare bene, anzi probabilmente avrò sempre dolore alla gamba sinistra, perché anche quando toglierò la placca, la mia tibia non tornerà come prima. A vederlo adesso, l’osso sembra sfondato, ha il profilo di una montagna invece che essere piatto”.
“Nessuno mi crederà se dico che non conosco le date delle tre gare olimpiche ma è così, non ci sto pensando minimamente. So solo che mi sento molto bene, che ho recuperato tantissimo e che in palestra arrivo a sollevare i chili che sollevavo gli anni scorsi, direi non male. Da persona eternamente positiva speravo anche meglio, di essere un po’ più avanti nel lavoro. Ma mi rendo conto che era davvero difficile, fino a due mesi fa zoppicavo per le scale, quindi obiettivamente va bene così”.
“La Coppa del Mondo la guardo, mi fa venir voglia di gareggiare, ma è vero che senza la numero uno e la numero due della passata stagione (la stessa Brignone e Lara Gut-Behrami, anche lei infortunata, ndr) non è la stessa cosa. Piuttosto mi ha sorpreso Lindsey Vonn, fin dalla prima gara ha mostrato uno sci molto solido e allo stesso tempo morbido, adattandosi alle condizioni più diverse. È proprio lei, Lindsey, si vede. L’avversaria da battere? Tutte e nessuna. Il mio unico rivale è il cronometro e a volte me stessa: se non riesco a esprimermi come vorrei, non riesco a sciare. La mia performance non dipende dalle altre, solo da me. È l’unica cosa che posso controllare: sono io la mia stessa rivale”.