"Valuterò giorno per giorno continuamente, a maggior ragione dopo le Olimpiadi: sciare non deve essere una tortura" ha sottolineato.
A soli 10 giorni dall’impresa olimpica, Federica Brignone torna a parlare ai microfoni, a Soldeu, per fare il punto sulla situazione prima del weekend della Coppa del Mondo. Nonostante i sorrisi per gli ori al collo, Federica non nasconde le difficoltà e le conseguenze legate all’infortunio di aprile: “Sono uscita dalle Olimpiadi con parecchi problemi, insieme ai medici abbiamo valutato quale fosse l’opzione migliore per me. Se mi avessero detto che avrei compromesso la gamba, però, non sarei qui. Abbiamo deciso di venire a Soldeu, è uno dei miei posti preferiti”.
La sciatrice valdostana ribadisce come “prudenza” resti la parola d’ordine: “Oggi ho preferito non disputare la prova cronometrata per via del dolore; dopo la prova di ieri non stavo bene e di conseguenza oggi non sono scesa. Valuterò giorno per giorno continuamente, a maggior ragione dopo le Olimpiadi: sciare non deve essere una tortura, deve essere una cosa piacevole e soprattutto sicura”.
Per la sciatrice il ricordo delle imprese olimpiche è ancora un misto di incredulità e orgoglio per una prestazione che ha superato ogni aspettativa: “Le emozioni di Cortina sono state speciali, facevamo fatica a capire come fosse possibile andare così forte: ero lì per dare il mio massimo e non pensavo che fosse così alto..Ora sono qui per provare a proseguire, se il dolore me lo consentirà, pur nella consapevolezza che sarà un problema che mi accompagnerà per il resto della vita”.
L’azzurra ha poi concluso approfondendo la natura del suo infortunio con una lucidità disarmante: “Il giorno in cui mi fermerò la situazione migliorerà, ma il danno è permanente e non guarirà del tutto. Dovrò conviverci. Con l’andare degli anni probabilmente la situazione sarà più gestibile, ma il danno che ho fatto è per la vita”.
Il weekend di Soldeu dirà quanto spazio ci sia ancora per il cronometro, ma la vittoria più grande Federica l’ha già ottenuta: scegliere come e quando dire l’ultima parola da campionessa acclarata.