La rassegna olimpica arriva in un momento delicato per la campionessa azzurra, che non ha iniziato il 2026 nel migliore dei modi.
Sofia Goggia arriva agli attesissimi Giochi olimpici di Milano Cortina 2026 con sentimenti contrastanti: da un lato la consapevolezza di essere ancora il riferimento principale della velocità italiana (non è stata certo una sorpresa, in tal senso, vedere il suo nome fra i convocati per la rassegna a cinque cerchi), dall’altro la necessità di ritrovare continuità dopo qualche prestazione tutt’altro che scintillante. Dopo il successo in Val d’Isere dello scorso 21 dicembre, la bergamasca infatti non è riuscita a prendersi ulteriori soddisfazioni, sollevando più di un interrogativo sul suo stato di forma.
Più che i risultati in gigante (ottava a Semmering, undicesima a Kranjska Gora, caduta a Plan de Corones), a sorprendere appassionati e addetti ai lavori sono stati il diciassettesimo posto in discesa ad Altenmarkt-Zauchensee e le prove incolori di Tarvisio, con l’undicesima posizione in discesa libera e la sesta in supergigante. Uno scenario quasi inedito per una campionessa abituata a restare stabilmente al vertice: Milano Cortina 2026 può rappresentare, proprio per questo, il palcoscenico in cui l’Azzurra dovrà trasformare le difficoltà in carburante emotivo.
A Pechino, quattro anni fa, arrivò un argento che sapeva d’oro, giunto in una discesa affrontata al massimo nonostante una brutta caduta, tre settimane prima, avesse messo a rischio la presenza stessa della bergamasca. In quell’occasione Goggia diede appuntamento proprio alla rassegna olimpica di casa: c’è la possibilità di riscrivere la storia davanti al pubblico italiano e la pressione sarà enorme, ma è un tipo di pressione che la campionessa classe 1992 conosce bene e che, più di una volta, l’ha resa ancora più feroce.
L’atmosfera all’interno dell’ambiente azzurro sembra anche più distesa: la rivalità con Federica Brignone, mai negata e mai del tutto sopita, oggi si esprime in toni molto più morbidi. Le due campionesse hanno trovato un equilibrio più maturo, anche perché entrambe sanno bene quanto contano per il movimento italiano. Le due, a Milano Cortina 2026, avranno obiettivi molto diversi: Goggia punta dritta alla medaglia, Brignone è soprattutto felice di esserci, visto tutto quello che è successo negli ultimi nove mesi.
In questo contesto, le ambizioni olimpiche di Goggia restano intatte e le ultime gare non cambiano la sostanza: quando si tratterà di presentarsi al cancelletto, sarà ancora lei una delle donne da battere. L’obiettivo è quello di conquistare almeno un secondo oro olimpico, dopo quello di Pyeongchang nella discesa libera.