Milano Cortina 2026, arriva l’inatteso ‘no’ di Mattia Furlani

Articolo di Aldo Seghedoni

"Io tedoforo? Me l’hanno chiesto a Rieti due ore prima della cerimonia, quindi ho dovuto rifiutare" ha raccontato.

Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 si avvicinano ad ampie falcate e uno dei temi più gettonati è quello relativo ai tedofori. Numerose le polemiche esplose in questi giorni, si è andati dall’orgogliosa protesta di Silvio Fauner, medaglia d’oro a Lillehammer ma non contattato dagli organizzatori, all’estromissione di un Massimo Boldi reo di avere fatto una battuta nei suoi intendimenti goliardica, fino all’ironia sulla presenza con la fiaccola di Gabriele Sbattella, l’Uomo Gatto di una trasmissione canora, che si è risentito, anche giustamente, dato che ha ricordato di essersi semplicemente candidato e quindi scelto.

Chi avrebbe dovuto portare la fiamma e ha rinunciato è stato invece il lunghista Mattia Furlani. “Me l’hanno chiesto a Rieti due ore prima della cerimonia, quindi ho dovuto rifiutare. A Terni, invece, non me la sentivo, non è la mia città. Se non lo senti tuo, è giusto non farlo” ha spiegato con coerenza ai microfoni di Fanpage.it.

“Dipende dal punto di vista. Da atleta posso capire chi si infastidisce nel vedere persone che magari non conoscono il significato dell’Olimpiade o i sacrifici che ci sono dietro. Però, dall’altra parte, è anche vero che lo sport è di tutti e portare la fiaccola è un’opportunità unica. Quindi ognuno fa le sue valutazioni: questa è semplicemente la mia” ha aggiunto il ventunenne atleta.

“Non c’è rispetto per noi campioni, la considero un’offesa incredibile, o come dice la mia compagna Monica, ‘una vergogna’ – aveva invece sottolineato Fauner alla ‘Gazzetta dello Sport’  -. Rappresento 10 atleti che hanno conquistato 35 medaglie olimpiche, a cominciare dalle due staffette d’oro del 1994 e del 2006, Gabriella Paruzzi, Sabina Valbusa, Bice Vanzetta. Non siamo stati coinvolti minimamente in nessuna iniziativa per l’Olimpiade invernale nel nostro Paese. Né tedofori, né ambassador, nessun ruolo. Nulla”.

“Certo però non devo essere io a protestare, mi aspetto piuttosto delle scuse – aveva concluso il veneto -. Dovrebbe essere una cosa automatica pensare a noi, non solo da parte del Coni, ma anche della Fisi, che non tutela ciò che hanno fatto i suoi ex atleti e della Fondazione Milano Cortina”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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