"Il rispetto passa anche dal saper riconoscere quando si sbaglia" ha sentenziato senza mezzi termini Silvio Fauner.
Continua a tenere banco il caso tedofori per le Olimpiadi di Milano Cortina: negli ultimi giorni molti ex atleti si sono lamentati per il criterio di scelta dei portatori della torcia e tra i più agguerriti c’è sicuramente Silvio Fauner, oro a Lillehammer nella staffetta 4×10 km di sci di fondo ai Giochi del 1994. Dopo lo sfogo alla Gazzetta dello Sport, sul suo profilo Facebook ha voluto rincarare la dose: “A questo punto è doveroso chiarire. Io non ho parlato solo a nome mio. Mi sono fatto portavoce di almeno 15 atleti che hanno vinto una medaglia olimpica negli sport invernali, campioni che hanno scritto la storia dello sport italiano e che oggi si sentono messi da parte”.
“La Fondazione Milano Cortina ha cercato di giustificare questa esclusione sostenendo che non sarei stato chiamato perché “politico”. Parliamo dei fatti: sono vicesindaco con una lista civica di un paese di 1300 abitanti, Sappada. Una carica amministrativa locale che nulla ha a che vedere con la politica nazionale o con logiche di rappresentanza istituzionale. E soprattutto: questa motivazione non riguarda gli altri campioni olimpici esclusi, che non hanno alcun ruolo politico. Ancora più grave: tra i tedofori è stato scelto un consigliere comunale di Siracusa (Ivan Scimonelli) Quindi mi chiedo: per lui la regola non vale e per me sì?”.
“Anche ammettendo, per assurdo, che una carica amministrativa locale fosse considerata incompatibile con il ruolo di tedoforo, i campioni olimpici avrebbero potuto e dovuto essere coinvolti come Ambassador delle Olimpiadi, promotori dei loro valori e delle discipline invernali, soprattutto attraverso iniziative nelle scuole e progetti dedicati. Se la Fondazione avesse semplicemente ammesso l’errore e chiesto scusa per una gestione sbagliata, i toni sarebbero stati diversi. Ma cercare scusanti infondate, dopo una debacle evidente, non è accettabile. Perché qui non c’è solo il danno. C’è anche la beffa. Le Olimpiadi meritano rispetto. E il rispetto passa anche dal saper riconoscere quando si sbaglia!” ha concluso Fauner.
Sul tema è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha voluto inviare una lettera alla Gazzetta dello Sport: “Ho subito preso a cuore la vicenda dei tedofori sollevata da La Gazzetta dello Sport e ho auspicato, insieme al mio collega Andrea Abodi, che tutte le eventuali incertezze e i malintesi siano prontamente chiariti”.
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, non condivide la polemica: “Essere tedofori per alcuni minuti è un modo per coinvolgere maggiormente la popolazione e le persone normali, quelle come me che magari hanno fatto tanti sport ma non sono stati campioni. Credo che per queste persone sia un grande onore e non valga la pena togliere loro questa emozione” ha detto a margine di un evento a Palazzo Lombardia.