Ovazione da brividi per Steve Gleason, l’ex campione che sta affrontando la più dura delle battaglie

Articolo di Nicola Lama

Il coraggioso ex giocatore è tornato al Superdome a vent'anni di distanza da una delle giocate più iconiche della storia dei Saints.

Il Caesars Superdone di New Orleans, in Louisiana, ha fatto questa notte da cornice a uno dei momenti più toccanti della stagione sportiva, capace di travalicare i confini della NFL. A vent’anni da una delle giocate più iconiche nella storia dei New Orleans Saints, il “punt block” che nel 2006 portò al primo touchdown nello stadio riaperto dopo il disastro causato dall’uragano Katrina, Steve Gleason, che da quindici anni combatte contro la SLA, è tornato protagonista davanti al suo pubblico, ricevendo l’abbraccio di migliaia di tifosi.

L’ex giocatore, classe 1977, è stato chiamato a guidare il tradizionale “Who Dat”, il classico coro d’incoraggiamento dei tifosi dei Saints, prima della sfida contro gli Atlanta Falcons (vinta poi da questi ultimi per 45-24), facendo esplodere l’entusiasmo dello stadio. Un’immagine che ha emozionato non soltanto i sostenitori della franchigia di New Orleans, ma tutto il mondo del football americano e dello sport in generale.

Gleason ha raccontato in più occasioni il suo lungo percorso di vita dopo la diagnosi di SLA ricevuta nel 2011. Nel corso di un’intervista televisiva a margine della sua presenza al Superdome di lunedì sera, ha ricordato gli anni trascorsi a convivere con la malattia, sottolineando come il sostegno ricevuto e i rapporti costruiti nel mondo del football gli stiano permettendo, nei limiti del possibile, di affrontare un cammino estremamente difficile.

Le sue parole hanno colpito profondamente tifosi e appassionati. La presenza di Gleason sul terreno di gioco, accolta da una standing ovation, è diventata il simbolo di una straordinaria battaglia personale e della forza con cui continua a rappresentare un punto di riferimento per la comunità dei Saints.

La NFL e New Orleans gli hanno così reso omaggio in una delle serate più significative dell’anno, trasformando il prepartita in un momento capace di andare ben oltre il risultato sportivo. Un tributo sincero a un uomo che, a distanza di vent’anni dalla sua giocata più celebre, riesce ancora oggi a ispirare milioni di persone.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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