Nibali: “Mi scuso, ma lo fa anche la polizia”

Vincenzo Nibali è stato espulso dalla Vuelta a España 2015 (insieme al direttore sportivo dell’Astana al volante) per essersi appeso all’ammiraglia per guadagnare terreno dopo una spaventosa maxi-caduta in cui è stato coinvolto e per la quale è rimasto fortemente attardato dagli altri uomini di classifica durante la tappa 2 (Alhaurín de la Torre-Caminito del Rey, 158,7 km), vinta dal colombiano Esteban Chaves (Orica-GreenEDGE).

Nella notte lo ‘Squalo dello Stretto’ ha commentato l’accaduto attraverso la sua pagina ufficiale Facebook. Tre i punti focali del lungo sfogo: le scuse, prima di tutto, con la spiegazione del gesto; lo stupore per un provvedimento così grave come l’espulsione piuttosto che una multa o una penalizzazione; la rabbia perché, a suo dire, lo fanno tutti.

Ecco la versione integrale del campione italiano, seguita dal botta e risposta con qualche tifoso che ha commentato (e Nibali non ha peli sulla lingua): “Per quello che è successo domenica chiedo veramente a tutti le scuse pubbliche, per chiunque sia indignato o si sia vergognato per me!! Molti di voi non hanno mai corso in bici, altri sono grandi tifosi, altri hanno pura passione e altri ancora si sono avvicinati al ciclismo solo negli ultimi anni!! La bici, il ciclismo è passione, amore, giornate lontano dalla famiglia con allenamenti estenuanti, troppi sacrifici che iniziano già all’età di 16 anni circa!! Quello che è successo domenica alla Vuelta succede in ogni gara; ciò non deve dimostrare che non sia sbagliato e debba restare impunito!!! La giusta punizione da scontare la dettano i giudici. Un anno andato male per mille motivi, arrivo alla Vuelta con la voglia di riscatto da una stagione infame, mi ritrovo alla prima tappa scusando l’espressione ‘con il culo per terra’, cado, mi rialzo aiutato da un compagno sperando di non essermi fatto male, mi guardo le ferite lasciate addosso provocate dall’asfalto rovente e cerco la mia bici, andata distrutta: panico e caos nel gruppo, tardo a partire… tanto… Troppo, al punto che quando risalgo sulla mia bici ho un ritardo di 1’20”, mi fiondo all’inseguimento senza paura, senza acqua, da solo, piano piano guadagno terreno e trovo i miei compagni che mi aspettano lunga la strada, la testa che pensa che devo andare e devo rimanere davanti in corsa per quelle persone che mi guardano, per quelle che mi amano, per mia moglie, mia figlia e per quelli che si staranno domandando come sto, vado avanti per far vedere che non mi sono fatto niente, fino a quello sbaglio che mi costa caro. Una trainata di 150 metri su cui molti sono pronti a gettare del fango (“è rientrato perché si è attaccato”). Ma nessuno sottolinea che Nibali è caduto, è stato attaccato, è da solo all’inseguimento contro 18 corridori che spingono a tutta davanti!! No signori, nel ciclismo la corsa è corsa, nessuno ti aspetta!! Nel ciclismo episodi come questi ce ne sono molti, a maggior ragione dopo una caduta!! Alla fine tutto avrei pensato: una multa salata da pagare ed una penalizzazione come si usa fare per restare fuori classifica!!! Avrei accettato anche una penalità di dieci minuti!! Dopo tutto IO non sarò il primo né l’ultimo di questa vicenda. Mi scuso ancora per avervi rubato del tempo e grazie del sostegno o meno che mi date !! Buona serata a presto ! Vince”.

Rispondendo a un tifoso nei commenti del suo post, Vincenzo Nibali si è tolto dei sassolini nella scarpa, facendo riferimento anche ai corridori che a suo dire, nei Grandi Giri a tappe, per non giungere al traguardo fuori tempo massimo, ricorrono al medesimo ‘aiutino’ (solitamente sono i velocisti nelle tappe di montagna che rischiano di arrivare troppo tardi all’arrivo): “Non voglio essere biasimato, ma tutti lo fanno !! Da oggi io mi incazzerò come una iena quando ne vedo uno!! La legge non è uguale per tutti”.

Ma soprattutto il 30enne messinese ha fatto riferimento al fatto che chi si attacca alle auto (ha scritto che lo fanno “anche i maiali”), non lo fa solo con le proprie ammiraglie, ma anche alle vetture della polizia: “Nelle tappe di montagna si appendono anche i maiali alle auto!! Perfino dalla polizia pur di arrivare in tempo massimo”. Potrebbe trattarsi anche di una semplice iperbole, per carità.

Tutti i commenti sono poi stati rimossi.


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