Sonny Colbrelli non concorda con Filippo Ganna ma lo spinge a Roubaix

Articolo di Martino Davidi

"Se fossi stato in lui, avrei corso il Fiandre. Il pavé non è proprio identico a quello francese, ma sarebbe servito" ha detto l’ex corridore.

Sonny Colbrelli non concorda con Filippo Ganna ma lo spinge a Roubaix. “Se fossi stato in lui, avrei corso il Giro delle Fiandre – sottolinea con la Gazzetta dello Sport -. Il pavé non è proprio identico a quello francese, ma sarebbe servito per raggiungere una confidenza ancora maggiore. Però negli ultimi anni il modo di avvicinarsi ai grandi appuntamenti è cambiato: la scelta ci può stare”.

“Vincere in Belgio non è come farlo altrove. Vuol dire sapere limare, essere sempre presente davanti, battere pure la sfortuna come nel suo caso, tra foratura e manubrio rotto. Nonostante i problemi tecnici, non ha mai perso la lucidità, è rimasto sempre concentrato sulla gara. Dunque, dopo Van der Poel e Pogacar uno come Filippo ci sta benissimo assieme a Van Aert e Pedersen. Mi sembra che abbia ben calibrato la preparazione. Ha fisico, potenza, insomma tutte le carte in regola per essere competitivo” aggiunge l’ex corridore.

Chiosa amarcord… “Ricordo ogni cosa del giorno della Parigi-Roubaix vinta, dalla A alla zeta, dal risveglio a quando sono andato a dormire. Ho in mente soprattutto il momento in cui sono salito sul podio e c’era il trofeo, il pezzo di pavé, ad attendermi. Forse è stato l’istante in cui ho realizzato ciò che avevo fatto. Il compimento di un sogno”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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