Silvio Martinello ricorda commosso Gianluca Pierobon: “Probabilmente non ha ottenuto quanto meritasse”

Articolo di Flavio Brambilla

""Dispiaciuto nell’apprendere anche delle vicissitudini personali incontrate nel mondo del lavoro dopo la carriera sportiva" racconta l'ex corridore.

Silvio Martinello ha ricordato sui social Gianluca Pierobon, scomparso a 59 anni e già suo compagno di squadra. “Non ero a conoscenza dei suoi gravi problemi di salute e delle difficoltà che ha incontrato nella vita – ha premesso -.Leggendo queste notizie che riguardano qualcuno che hai incrociato nel tuo personale cammino, sento il dovere di fermarmi”.

“Gianluca passò professionista nel 1989 all’Atala diretta da Franco Cribiori, nella stessa squadra dove militavo anche io dal 1988, pertanto ho avuto modo di conoscerlo e di apprezzarne le qualità atletiche e umane. Un ragazzo molto curioso che voleva ritagliarsi il più in fretta possibile uno spazio nel difficile mondo del ciclismo professionistico”.

“Franco Cribiori era l’uomo giusto per aiutarlo, purtroppo quel gruppo chiuse i battenti alla fine di quella stagione e tutti fummo costretti a cercare altre squadre dove continuare l’attività. Lui ne cambiò molti di gruppi, nel professionismo non riuscì ad ottenere probabilmente quanto meritasse, ma questo è capitato e capita a molti, purtroppo”.

“Dispiaciuto nell’apprendere anche delle vicissitudini personali incontrate nel mondo del lavoro dopo la carriera sportiva, il passaggio non è semplice per nessuno, nelle corse gli avversari li riconosci dal numero sulla schiena, nella vita spesso si nascondono dietro le sembianze di un “amico”. Molto triste nell’apprendere che a portarlo via dall’affetto dei suoi cari siano stati seri problemi di salute, per un uomo che grazie alle proprie qualità atletiche e fisiche ha praticato sport professionistico è difficile da accettare, ma la vita ha un progetto per ognuno di noi, non possiamo che prenderne atto. Fai buon viaggio caro Gianluca!”

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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