Nato a Gallarate il 2 marzo 1967, l’ex corridore varesino è stato professionista dal 1989 al 1998, facendosi apprezzare soprattutto per le sue qualità di passista e specialista delle prove contro il tempo.
Il mondo del ciclismo piange Gianluca Pierobon, scomparso all’età di 59 anni dopo una lunga malattia. Nato a Gallarate il 2 marzo 1967, l’ex corridore varesino è stato professionista dal 1989 al 1998, facendosi apprezzare soprattutto per le sue qualità di passista e specialista delle prove contro il tempo.
Cresciuto nelle file del Gruppo Sportivo Biancorossi di Gazzada, Pierobon si era messo in evidenza fin dalle categorie giovanili, riuscendo nella non facile impresa di conquistare il titolo italiano su strada tra gli Esordienti, gli Allievi e gli Juniores. Nel 1988, con la maglia della Passerini Gomme, si era fatto notare al Giro d’Italia dilettanti, conquistando anche una tappa del Giro della Valle d’Aosta. L’anno successivo il passaggio tra i professionisti con l’Atala di Franco Cribiori, primo capitolo di una carriera che lo avrebbe portato a indossare anche le maglie di Malvor, ZG Mobili, Mecair-Ballan, Amore & Vita, Refin, Batik-Del Monte e Kross.
Tra i successi più importanti spicca la vittoria nella cronometro individuale di Sassari al Giro d’Italia del 1991, una prova di sette chilometri nella quale riuscì a mettere in mostra tutte le sue doti contro il tempo. Nel 1994 arrivò un’altra prestigiosa affermazione nel prologo del Giro di Svizzera a Yverdon-les-Bains, dove precedette uno specialista come Tony Rominger, chiudendo poi la corsa elvetica al terzo posto nella classifica generale, alle spalle di Pascal Richard e Vladimir Pulnikov. Nel suo palmarès figurano anche una tappa alla Tirreno-Adriatico nel 1995, una alla Vuelta a Aragón nel 1994, oltre ad altri successi internazionali.
Corridore completo, Pierobon abbinava alla potenza sul passo una notevole abilità nella guida della bicicletta, affinata anche grazie alla lunga esperienza nel ciclocross, disciplina nella quale aveva vestito la maglia della nazionale italiana. Conclusa l’attività agonistica nel 1998, aveva continuato a dedicarsi al ciclismo, mettendo per diversi anni la propria esperienza a disposizione dei giovani del Velo Club Lugano. Resta il ricordo di un atleta capace di lasciare il segno sia sulle strade del professionismo sia nel ciclismo giovanile del Varesotto, dove era cresciuto e aveva raccolto i primi successi.