Cresce l’attesa per la Coppa Agostoni, corsa dall’albo d’oro fantastico

Articolo di Flavio Brambilla

Lo scorso anno vinse Adam Yates. Una delle edizioni più significative resta quella del 1987, quando la Coppa Agostoni venne scelta come prova unica per l’assegnazione del Campionato italiano su strada.

Cresce l’attesa per la Coppa Agostoni-Giro delle Brianze 2026, in programma domenica 4 ottobre e chiamata ad aprire il tradizionale “Trittico” lombardo. A Lissone fervono i preparativi per una corsa che da 79 anni rappresenta molto più di un semplice appuntamento sportivo. La manifestazione è infatti diventata una vera festa cittadina, capace di riunire appassionati di ciclismo e semplici curiosi lungo le strade per assistere al passaggio di alcuni dei migliori corridori del panorama internazionale.

Dopo la partenza dal centro di Lissone, la gara entrerà nel vivo sulle colline della Brianza. Qui sono attesi migliaia di spettatori, pronti a seguire i quattro giri del circuito caratterizzato dalle salite di Sirtori, Colle Brianza e soprattutto del Lissolo, uno dei punti più impegnativi e attesi del tracciato. Lo scorso anno vinse Adam Yates.

La storia della Coppa Agostoni affonda le sue radici nell’ottobre del 1946. Nel corso dei decenni la competizione ha progressivamente accresciuto il proprio prestigio: nata come gara riservata agli indipendenti, è stata successivamente aperta ai professionisti, fino a raggiungere una dimensione internazionale grazie anche alla presenza di corridori appartenenti alle formazioni del World Tour.

Una delle edizioni più significative resta quella del 1987, quando la Coppa Agostoni venne scelta come prova unica per l’assegnazione del Campionato italiano su strada. A conquistare il titolo fu Bruno Leali. A testimoniare l’importanza raggiunta dalla manifestazione c’è anche un albo d’oro ricco di grandi campioni: nel corso degli anni si sono imposti, tra gli altri, Gimondi, Merckx, Zilioli, Bitossi, De Vlaeminck, Moser, Saronni, Battaglin, Fondriest, Konyshev, Bugno, Cassani, Tafi, Ullrich, Casagrande, Jalabert, Visconti, Gavazzi, Modolo, Pozzato, Moscon e Lutsenko.

Dal 1996 il nome della competizione è stato completato dalla denominazione “Giro delle Brianze”, scelta che evidenzia ulteriormente lo stretto rapporto tra la corsa e il territorio che la ospita. Il percorso attraversa infatti diverse zone della Brianza monzese e lecchese, rendendo la gara una vetrina sportiva per un’area fortemente legata alla tradizione ciclistica.

Un ulteriore cambiamento è arrivato nel 2022, con una revisione del tracciato che ha portato la corsa su strade e località della Brianza mai coinvolte in precedenza in una competizione ciclistica internazionale. L’obiettivo era duplice: rendere il percorso ancora più selettivo per i corridori e, allo stesso tempo, offrire maggiore visibilità ai paesaggi e alle caratteristiche collinari del territorio brianzolo.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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