Matteo Berrettini non si dà pace

Il tennista romano ha ammesso di aver sofferto l'obbligatoria interruzione del match - dovuta a ragioni di deflusso del pubblico per il coprifuoco - nel quarto set.

10 Giugno 2021

"Alla ripresa avevo le gambe di marmo", il rammarico di Berrettini.

Pur lottando strenuamente, Matteo Berrettini si è dovuto arrendere in quarti di finale al numero uno del mondo Novak Djokovic, che lo ha sconfitto in quattro set.
Proprio nel quarto parziale, sul punteggio di 3-2 per il serbo, la partita è stata sospesa per circa un quarto d’ora per far sì che il pubblico, secondo i limiti imposti dal coprifuoco delle 23, potesse defluire fuori dall'impianto. Proprio questa interruzione sembra essere stato il colpo di grazia inferto alle speranze del tennista azzurro, impegnato in una rimonta impossibile.

"Quella pausa forzata ha fatto male al mio tennis, mi ha bloccato le gambe - il pensiero di Berrettini -, quando abbiamo ripreso le avevo di marmo. Posso dire che è stato un peccato, qualcosa che non mi è piaciuto, anche se dettato da motivazioni che vanno al di sopra di noi. Possiamo sperare che il peggio sia alle spalle e che il Covid-19, con tutte le sue problematiche, possa essere superato il prima possibile".

Berrettini è poi tornato sul match, con un'analisi molto lucida, sintomo di una grande maturità: "Abbiamo giocato un primo set di intensità altissima; 52 minuti per appena nove game. Ho avuto tre palle break e su una ho fatto un errore abbastanza grave. Credo conti anche l’esperienza: se avessi giocato lo stesso suo numero di quarti di finale Slam il primo set l’avrei vinto io e forse le cose sarebbero andate diversamente. Nel secondo ha giocato meglio di me, poco da dire. Poi a partire dal terzo set sono cresciuto, mi è sembrato più umano, ma la sua grande forza è che ti costringe ad alzare sempre di più il livello".

Per finire, uno sguardo verso i prossimi tornei alla luce dei progressi mostrati: "Sono ancora giovane, è il mio secondo quarto di finale Slam e non voglio fermarmi qui. La cosa che sento è che rispetto a un anno e mezzo fa ho fatto un cambio di passo importante. Tutti pensavano che il mio livello massimo fosse quello del 2019, invece sto giocando molto meglio di allora, sono più forte in tante cose, per esempio con il rovescio. Sto continuando a migliorare e credo che l’esultanza finale di Djokovic l’abbia dimostrato, la partita per lui è stata sofferta".

©Getty Images

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