A denunciare l'accaduto è stato il padre e allenatore Stefano Cobolli, che ha condiviso su Instagram un commento contenente parole gravissime rivolte al figlio, sconfitto dal francese Adrian Mannarino all'esordio nel torneo cinese
Flavio Cobolli nel mirino degli insulti sui social dopo l’eliminazione al debutto nel torneo Atp di Shanghai. A denunciare l’accaduto è stato il padre e allenatore Stefano Cobolli, che ha condiviso su Instagram un commento contenente parole gravissime rivolte al figlio, sconfitto dal francese Adrian Mannarino all’esordio nel torneo cinese.
“Altro che Finals, a tuo figlio deve venire un cancro e deve morire brutto f…”. Questo il contenuto del messaggio pubblicato online, riconducibile a un account apparentemente appartenente a una giovane ragazza, anche se non è possibile escludere che si tratti di un profilo falso. La risposta di papà Cobolli non si è fatta attendere. Accanto alla solidarietà nei confronti del figlio, Stefano ha lanciato un appello contro l’odio che troppo spesso accompagna le prestazioni degli sportivi sui social network.
“Bravo Fla, hai lottato e dato tutto, testa alla prossima. Di solito cerco di cancellare senza dar peso a questi commenti, che sono tantissimi, ma qualcosa bisogna fare! Forse eliminare i social? Sicuramente una soluzione e ci penserò, per il momento mi sento ancora di contrastare se possibile questa piaga e forse la signorina ci penserà due volte la prossima volta”, ha scritto.
Il padre del tennista ha poi allargato il discorso, invitando le famiglie a prestare maggiore attenzione al comportamento dei ragazzi sulle piattaforme digitali. Il bersaglio delle sue parole non è soltanto l’autore del commento, ma un fenomeno che rischia di avere conseguenze anche su chi non ha gli strumenti per affrontarlo: “Mi auguro che questo messaggio arrivi ai genitori di questa ragazza e dei tanti ragazzi che utilizzano questo strumento in malo modo. Noi siamo forti, siamo sportivi e superiamo ostacoli ben più grandi di un commento Instagram, ma ci sono tante persone che potrebbero soffrirci e non è giusto!”. Da qui l’appello finale: “Quindi cari genitori diamo un occhio a quello che fanno i nostri ragazzi anche sui social, secondo me è importante”.