Christian Eriksen
Aggiornato Mer 23 Set 2026 alle 16:45Un mese dopo il secondo malore in campo, il futuro di Christian Eriksen resta avvolto nell’incertezza. Le ultime notizie sul centrocampista danese del Wolfsburg continuano a tenere banco nel mondo del calcio, dividendo medici, tifosi e addetti ai lavori tra chi lo sostiene e chi lo invita a fermarsi definitivamente.
Il secondo spavento e la decisione di non ritirarsi
Il 7 giugno 2026, durante un’amichevole tra Danimarca e Ucraina disputata in Norvegia, Eriksen si è accasciato nuovamente al suolo portandosi le mani al petto. Il defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD), installato dopo il primo arresto cardiaco del 12 giugno 2021 a Euro 2020, è intervenuto con una scarica riportando il ritmo cardiaco alla normalità. Il giorno successivo, dal letto dell’ospedale di Odense, il danese aveva rassicurato tutti: ‘È una situazione diversa dal 2021, mi sento bene’.
Nonostante questo secondo episodio, Eriksen ha scelto di non appendere gli scarpini al chiodo. Il Wolfsburg, club con cui il giocatore ha un contratto fino a giugno 2027, ha comunicato che il danese non si unirà alla squadra per l’inizio della preparazione estiva, seguendo invece un programma individuale di riabilitazione in Danimarca. La stagione dei tedeschi è iniziata l’8 agosto contro il Kaiserslautern, ma al momento nessuno sa se e quando Eriksen potrà tornare in campo.
La decisione di proseguire la carriera ha scatenato reazioni forti. Il cardiologo danese Henning Molgaard ha parlato senza mezzi termini alla testata ‘Bold’: ‘La nostra raccomandazione è chiara: competere nello sport d’élite con un ICD è una cosa insolita. Eriksen è collassato di nuovo e potrebbe ricapitare. Non possiamo dire quando, ma il rischio è troppo grande. Dovrebbe ritirarsi’. Un parere autorevole che pesa, soprattutto considerando che molti atleti con defibrillatore impiantabile hanno scelto di abbandonare l’attività agonistica.
Una carriera segnata dalla resilienza
Per comprendere la portata di questa vicenda, è necessario ripercorrere il lungo cammino di Eriksen dopo il primo dramma. Il malore del 2021 aveva lasciato il mondo del calcio senza parole: salvato dall’intervento del compagno Simon Kjaer e dai medici della nazionale danese, il centrocampista era stato costretto a lasciare l’Inter, poiché la legge italiana vieta la pratica sportiva agonistica ai portatori di pacemaker. Dopo la risoluzione consensuale con il club nerazzurro, aveva intrapreso la strada del ritorno attraverso il Brentford, dove aveva esordito nuovamente in una partita ufficiale nel febbraio 2022, 259 giorni dopo l’arresto cardiaco.
Da lì in poi, una rinascita straordinaria. Nel luglio 2022 aveva firmato con il Manchester United, coronando il sogno di tornare ai massimi livelli. A novembre dello stesso anno aveva disputato i Mondiali in Qatar, il quarto della sua carriera, con la maglia della Danimarca. E poi, il momento forse più emozionante: il 16 giugno 2024, a Euro 2024 contro la Slovenia, aveva segnato un gol che aveva il sapore di una favola, esattamente tre anni dopo il malore di Copenhagen. Un cerchio che sembrava chiudersi nel migliore dei modi.
Nell’estate del 2025, dopo la fine dell’esperienza allo United, Eriksen aveva trovato un nuovo progetto firmando con il Wolfsburg fino al 2027, motivato anche dalla presenza di diversi compagni di nazionale nel club tedesco. ‘Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura’, aveva dichiarato all’epoca, con l’obiettivo dichiarato di rilanciarsi in Bundesliga.
Un bivio che va oltre il calcio
Oggi, a 34 anni, Eriksen si trova di fronte a una scelta che trascende il semplice aspetto sportivo. La sua storia ha ispirato altri calciatori che hanno vissuto situazioni simili: è il caso di Edoardo Bove, colpito da un malore durante Fiorentina-Inter nel dicembre 2024 e poi trasferitosi al Watford in Championship per poter continuare a giocare, proprio come aveva fatto Eriksen lasciando l’Italia anni prima.
Il caso del danese continua a sollevare interrogativi profondi sul confine tra coraggio e rischio, tra la passione per il calcio e la tutela della salute. Le ultime novità indicano che Eriksen è determinato a proseguire la riabilitazione senza escludere un ritorno in campo, ma la strada è ancora lunga e incerta. Il Wolfsburg attende, i medici lanciano l’allarme, e il mondo del calcio osserva con il fiato sospeso, come già accaduto troppe volte nella carriera di questo straordinario campione.