Non tutti hanno gradito il modo in cui ha tagliato il traguardo.
Non tutti hanno gradito il modo in cui Pietro Sighel ha tagliato il traguardo: quando ha capito che l’oro era ormai sul suo collo e su quello dei sui compagni di squadra si è girato verso gli avversari e ha varcato la linea di spalle. Come sempre i leoni da tastiera si sono scatenati, dandogli dell’antisportivo e dello sbruffone. Titoli che il campione ha rimandato al mittente.
“Volevo provare a chiudere in un modo epico per il pubblico di casa. Avevamo il buco per farlo, ho cercato di controllare e poi girarmi per gasare un po’ il pubblico. Non volevo mancare di rispetto agli avversari, assolutamente: era più per lasciare un segno al pubblico di casa e gasarlo perché ci ha aiutato molto” ha tagliato corto il trentino ai microfoni di Eurosport.
Gli azzurri dello short track si sono fregiati del titolo di campioni olimpici, i migliori di tutti sul ghiaccio. Uno sport di nicchia che, per un attimo, si è preso il centro della scena, come succede solo ai Giochi. “Abbiamo fatto una gara perfetta. Non abbiamo sbagliato nulla. A livello personale ho chiuso un cerchio e vinto la medaglia che mi mancava. L’ho fatto insieme a una squadra incredibile che mi ha steso un ‘tappeto rosso’ agli ultimi due giri” ha aggiunto.
Arianna Fontana continua a riscrivere la storia dello sport italiano. A Milano Cortina 2026 la campionessa di short track ha conquistato la dodicesima medaglia olimpica della carriera, contribuendo all’oro azzurro nella staffetta mista di short track: un risultato che la conferma come l’atleta italiana più decorata di sempre ai Giochi Invernali e la short tracker più vincente della storia all’età di 35 anni, a venti esatti di distanza dal suo primo podio a Cinque cerchi conquistato in un’altra rassegna di casa, quella del 2006 a Torino.
Fontana ha dimostrato, ancora una volta, una longevità e una competitività fuori dal comune, celebrando un traguardo che la avvicina ulteriormente al primato assoluto di Edoardo Mangiarotti (13 medaglie olimpiche nella scherma fra il 1936 e il 1960). Nelle sei edizioni consecutive dei Giochi (Torino 2006, Vancouver 2010, Sochi 2014, Pyeongchang 2018, Pechino 2022 e Milano Cortina 2026), la pattinatrice azzurra è andata sempre a medaglia: prima di lei solo Armin Zöggeler, leggenda mondiale dello slittino, ci era riuscito, salendo sul podio da Lillehammer 1994 a Sochi 2014.