La sciatrice valdostana ha sentito un buon feeling sulla pista Olympia delle Tofane
Federica Brignone si è detta molto soddisfatta dopo la prima prova di discesa libera sulla pista Olympia delle Tofane a Cortina d’Ampezzo, dove domenica è in programma la gara di discesa libera delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. L’Azzurra ha fatto segnare il tempo di 1:40.66 ed è stata una delle ultime atlete a scendere dopo l’interruzione a causa della nebbia sulla parte alta della pista. La campionessa valdostana, di rientro dopo il lungo infortunio, non ha spinto ma ha fatto intravedere delle ottime linee durante la discesa.
La campionessa del mondo ai microfoni di Eurosport ha così commentato la sua discesa: “Sono contenta. Ho commesso alcuni errori, la neve era molto morbida e non rispondeva bene sotto i piedi. I salti sono un po’ alti, io ho provato ad essere morbida e di stare sui piedi. Qualcosa è andata bene, qualcosa un po’ meno”, ha spiegato Brignone, che è ritornata a sciare da poche settimane dopo il grave infortunio subito lo scorso aprile.
“Ho finito la parte di riabilitazione e di ricostruzione del muscolo. Sto lavorando normalmente ora. Devo riposare la gamba dopo aver sciato, ma devo lavorare ancora tanto nel pomeriggio e sulla fiducia quando scio. L’adrenalina è la parte che mi mancava di più”, ha continuato l’Azzurra, a caccia della sua quarta medaglia olimpica in carriera (non è mai riuscita a vincere un oro).
Brignone è reduce da mesi durissimi: “Anche quando sono rientrata in squadra, non mi sono concessa neanche un momento di svago con le mie compagne per fare due ore in più di fisioterapia. Per guarire ho dato il cento per cento – ha detto alla Gazzetta dello Sport – -. Ho fatto quasi tutto da sola, dopo anni di esperienza so cosa fare. Con due eccezioni: una seduta di ipnosi, dove a lavorare è l’inconscio, e poi ho chiesto una mano a Giuseppe Vercelli, il nostro psicologo dello sport, quando è stato il momento di rimettere gli sci”.
“Di Olimpiadi ne ho già fatte quattro con tre medaglie, non ho bisogno di un altro risultato eclatante per sentirmi felice, sono andata ben oltre quello che avrei potuto sognare nella mia carriera. Mi sarebbe piaciuto entrare a San Siro, era un sacrificio che avrei fatto volentieri, a costo di prendere un elicottero per tornare a Cortina. Ma sarà bello anche sfilare con la mia squadra”.