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Aggiornato Mar 25 Ago 2026 alle 17:15

Le sanzioni pecuniarie continuano a essere uno degli strumenti più utilizzati dalla giustizia sportiva italiana per punire comportamenti scorretti sugli spalti e in campo. Dalle ultime notizie che coprono diversi campionati — dalla Serie A al basket, passando per la Serie B — emerge un quadro preoccupante: i tifosi restano il principale problema, con lanci di oggetti, fumogeni e cori offensivi che affollano i comunicati dei Giudici sportivi con una frequenza allarmante.

Serie A: le multe più salate e i casi più gravi

Tra i provvedimenti più recenti e significativi spicca la diciottesima giornata di Serie A, che ha generato un’ondata di sanzioni particolarmente pesanti. La Roma è stata colpita duramente dopo la trasferta di Bergamo contro l’Atalanta: i giallorossi hanno pagato 24mila euro complessivi, di cui 20mila per il lancio di un petardo che aveva colpito l’assistente Dario Cecconi, rischiando addirittura la sospensione della partita. L’Atalanta stessa non è uscita indenne, con una multa da 2mila euro per lancio di bicchieri in campo, mentre il direttore sportivo Tony D’Amico è stato diffidato e sanzionato con 10mila euro per critiche gravemente irrispettose nei confronti dell’arbitro.

Nella stessa giornata, anche Lazio-Napoli ha lasciato strascichi pesanti: Adam Marušić e Pasquale Mazzocchi sono stati squalificati e multati di 5mila euro ciascuno per essersi affrontati fisicamente afferrandosi per il collo. Un episodio che ha acceso i riflettori sulla tensione crescente tra le due squadre. Alla giornata ventunesima, il Milan ha ricevuto un’ammenda da 10mila euro per aver ritardato ingiustificatamente l’inizio della gara — con recidiva reiterata — mentre Kenan Yildiz della Juventus è stato ammonito e multato di 2mila euro per simulazione, e il direttore tecnico bianconero Francois Modesto ha pagato 10mila euro per critiche irrispettose all’arbitro nello spogliatoio.

Guardando alla quindicesima giornata, il Genoa aveva già collezionato la multa più severa del turno, pari a 12mila euro: i tifosi rossoblù avevano acceso numerosi fumogeni costringendo l’arbitro a interrompere il gioco, e al termine della partita avevano colpito un assistente con due monete. Un episodio grave, che si inserisce in un trend di comportamenti violenti sugli spalti che la giustizia sportiva fatica a debellare nonostante le sanzioni.

Serie B e basket: le multe non risparmiano nessun campionato

Le ultime notizie in materia di provvedimenti disciplinari non riguardano solo il massimo campionato di calcio. Anche la Serie B ha vissuto giornate dense di sanzioni. Nella trentunesima giornata del campionato cadetto, il Giudice sportivo Emilio Battaglia ha comminato un totale di 22mila euro di multe a cinque società: l’Avellino è stata punita con 5mila euro per cori gravemente insultanti rivolti al direttore di gara già durante il riscaldamento, il Venezia con altri 5mila per il lancio di fumogeni in campo, mentre lo Spezia ha pagato 4mila euro per bottigliette d’acqua lanciate verso la panchina avversaria, una delle quali aveva colpito un componente dello staff. Sanzioni anche per Reggiana e Palermo, rispettivamente per 3mila e 1.000 euro.

In precedenza, nella tredicesima giornata, erano stati Cesena, Monza, Sampdoria e Venezia a finire nel mirino del Giudice sportivo, tutti per aver ritardato ingiustificatamente l’inizio del gioco: Cesena ha pagato 4mila euro, Monza e Sampdoria 3mila ciascuna, Venezia 2mila. Il Bari, invece, è stato multato di 3mila euro per lancio di fumogeni. Un copione che si ripete con stanchezza: le stesse infrazioni, le stesse motivazioni, le stesse società.

Il fenomeno delle sanzioni pecuniarie non risparmia nemmeno il basket. Nella massima serie, dopo la seconda giornata di ritorno, la Nutribullet Treviso è stata multata di 2.666 euro per offese e minacce collettive agli arbitri, mentre Brescia e Reggio Emilia hanno pagato 1.333 euro ciascuna per offese collettive. Anche Trento, Cremona e Cantù sono state sanzionate per intemperanze del pubblico, con la Vanoli Cremona che ha ricevuto una doppia multa: 666 euro per offese agli arbitri e ben 2mila euro per un’irregolarità tecnica, ovvero la sirena dei 24 secondi non udibile. In A2, più di recente, l’Estra Pistoia ha ricevuto un’ammenda da 1.833 euro per offese e minacce collettive agli arbitri da parte dei propri tifosi, nonostante la vittoria per 79-71 contro Brindisi.

Il quadro complessivo che emerge da questi mesi di provvedimenti disciplinari è quello di un sistema sportivo italiano che continua a fare i conti con comportamenti scorretti difficili da estirpare. Le ammende pecuniarie, per quanto numerose, sembrano non bastare a scoraggiare lanci di oggetti, fumogeni, cori offensivi e minacce agli arbitri. La giustizia sportiva interviene con regolarità, ma la recidiva — come nel caso del Milan multato per ritardi ripetuti — suggerisce che le sanzioni economiche, da sole, non siano sempre sufficienti a cambiare le abitudini di club e tifoserie.