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Aggiornato Lun 20 Apr 2026 alle 15:13Le multe nel calcio italiano continuano a essere uno degli strumenti più utilizzati dalla giustizia sportiva per sanzionare comportamenti scorretti, sia in campo che sugli spalti. Le ultime notizie provenienti dai comunicati ufficiali di Lega Serie A e Lega B restituiscono un quadro preoccupante: dalle intemperanze dei tifosi ai comportamenti antisportivi dei calciatori, le sanzioni pecuniarie si moltiplicano turno dopo turno, coinvolgendo club di ogni livello.
Serie B: pioggia di sanzioni nel turno infrasettimanale
L’episodio più recente riguarda la trentunesima giornata della Serie B, dove il Giudice Sportivo Emilio Battaglia ha comminato un totale di 22mila euro di ammende distribuite tra cinque società e tre calciatori. Tra i casi più gravi spicca quello dell’Avellino, multato di 5.000 euro per cori gravemente insultanti rivolti al direttore di gara durante il riscaldamento, un episodio che evidenzia come il problema del rispetto verso gli arbitri rimanga una piaga difficile da estirpare. Stessa cifra per il Venezia, punito per il lancio di due fumogeni in campo che ha causato una breve interruzione della gara. Lo Spezia ha invece dovuto pagare 4.000 euro per il lancio di bottigliette d’acqua verso la panchina avversaria, una delle quali ha colpito un componente dello staff.
Sul fronte dei singoli tesserati, particolarmente significativa la sanzione inflitta a Frederic Veseli del Südtirol: ammonizione con diffida e 1.500 euro di ammenda per comportamento non regolamentare e atteggiamento provocatorio verso i tifosi avversari al termine della gara. Multato anche Antonio Fiori del Frosinone, sanzionato per simulazione in area di rigore avversaria, un gesto che il regolamento punisce con crescente severità. Tutti i dettagli sulle multe in Serie B.
Serie A: i casi più eclatanti tra Atalanta, Roma e Juventus
Guardando alle ultime novità dalla massima serie, uno degli episodi che ha fatto più discutere risale alla diciottesima giornata, quando la sfida tra Atalanta e Roma si è trasformata in un caso disciplinare di proporzioni notevoli. I tifosi giallorossi presenti nel settore ospiti si sono resi protagonisti del lancio di un petardo che ha colpito l’assistente Dario Cecconi, costringendo l’arbitro Fabbri a minacciare la sospensione definitiva dell’incontro. Il risultato è stato una multa da 20.000 euro per la Roma, a cui si sono aggiunti altri 4.000 euro per il lancio di fumogeni. L’Atalanta non è uscita indenne: 2.000 euro per lancio di bicchieri in campo, mentre il direttore sportivo Tony D’Amico è stato diffidato e sanzionato con 10.000 euro per critiche gravemente irrispettose nei confronti dell’arbitro. Il caso Atalanta-Roma nel dettaglio.
Anche la Juventus ha vissuto momenti difficili sul fronte disciplinare. Dopo la ventunesima giornata, il talento bianconero Kenan Yildiz è stato ammonito e multato di 2.000 euro per simulazione in area avversaria, mentre il direttore tecnico Francois Modesto ha dovuto pagare 10.000 euro per aver rivolto critiche irrispettose all’arbitro nello spogliatoio al termine della gara. Un episodio che ha sollevato interrogativi sulla gestione emotiva all’interno del club torinese, con la giustizia sportiva che non ha esitato a colpire anche i dirigenti oltre ai calciatori.
Tra le ultime notizie che riguardano le ammende in Serie A, va segnalato anche il caso della quindicesima giornata, dove il Genoa ha ricevuto la sanzione più pesante del turno: 12.000 euro per l’accensione di numerosi fumogeni che avevano costretto l’arbitro a interrompere la gara per circa un minuto e mezzo, a cui si è aggiunto il lancio di due monete verso un assistente al termine dell’incontro. Un episodio grave che ha messo in luce ancora una volta i rischi per l’incolumità degli ufficiali di gara. Le multe della quindicesima giornata di Serie A.
Un fenomeno trasversale: dalle intemperanze dei tifosi ai comportamenti in campo
Analizzando il quadro complessivo delle sanzioni pecuniarie comminate negli ultimi mesi, emerge con chiarezza come il problema sia strutturale e trasversale a tutti i livelli del calcio italiano. Le motivazioni delle ammende si dividono essenzialmente in due grandi categorie: da un lato le intemperanze dei tifosi, con lanci di oggetti, fumogeni e petardi che rappresentano la casistica più frequente; dall’altro i comportamenti scorretti di calciatori e dirigenti, tra simulazioni, proteste eccessive e critiche agli arbitri.
Il dato più allarmante riguarda la sicurezza degli arbitri e dei loro assistenti: in più occasioni gli ufficiali di gara sono stati colpiti da oggetti lanciati dagli spalti, con episodi che in alcuni casi hanno rischiato di compromettere lo svolgimento regolare delle partite. La giustizia sportiva risponde con ammende che tengono conto della gravità dei singoli episodi, applicando spesso attenuanti quando le società dimostrano collaborazione, ma la sensazione è che le sanzioni economiche da sole non bastino a invertire una tendenza preoccupante. Il calcio italiano sembra ancora lontano dal trovare una soluzione definitiva a un problema che, turno dopo turno, continua a riempire i comunicati ufficiali delle leghe professionistiche.