GP Ungheria
Aggiornato Gio 23 Lug 2026 alle 20:20Il Gran Premio d’Ungheria 2026 di MotoGP ha regalato uno degli episodi più drammatici della stagione, con un maxi-incidente alla prima curva che ha sconvolto i piani di tutta la griglia e, soprattutto, dell’Aprilia. Le ultime notizie dal circuito di Balaton Park raccontano di un weekend che si è trasformato in un vero e proprio disastro per la casa di Noale, con conseguenze potenzialmente decisive per il Mondiale.
Il disastro Aprilia: Martin travolge Bezzecchi alla prima curva
Pochi secondi dopo il via del GP Ungheria MotoGP, Jorge Martin è arrivato troppo veloce in staccata alla curva 1, perdendo il controllo della sua RS-GP e centrando in pieno Marco Bezzecchi, suo compagno di squadra e leader del Mondiale. L’impatto a catena ha coinvolto anche Fabio Di Giannantonio, Fermin Aldeguer e Raul Fernandez, che non hanno potuto evitare le moto già a terra. Il muretto Aprilia, ripreso dalle telecamere, è rimasto letteralmente sotto shock davanti a uno scenario che nessuno si aspettava.
Le conseguenze per la casa di Noale sono state devastanti: entrambe le moto del team ufficiale eliminate alla prima curva, zero punti in classifica e un colpo durissimo alle ambizioni iridate di Bezzecchi. Il racconto completo del disastro Aprilia evidenzia come questa giornata rischi di pesare enormemente sull’economia dell’intera stagione. L’unica nota parzialmente positiva per i piloti coinvolti è arrivata da Di Giannantonio, che con la sua Ducati VR46 è riuscito a ripartire dopo l’incidente, provando almeno a limitare i danni in classifica.
La griglia di partenza: Marquez in pole, seconda fila tutta italiana
Il sabato di Balaton Park aveva già offerto spunti interessanti, con Marc Marquez che aveva riportato la Ducati in pole position dopo due Gran Premi di assenza dalla prima casella. Alle sue spalle, in prima fila, si erano piazzati Pedro Acosta su KTM — mancato dalla pole per soli 53 millesimi — e Fermin Aldeguer del team Gresini Racing, terzo a 340 millesimi.
Particolarmente significativa la seconda fila tutta italiana: Fabio Di Giannantonio quarto con la Ducati VR46, davanti a Pecco Bagnaia e al leader del Mondiale Marco Bezzecchi su Aprilia. Una griglia che prometteva grande spettacolo e che invece si è trasformata, nei primissimi secondi di gara, in un campo di battaglia. I dettagli delle qualifiche ungheresi mostravano un equilibrio notevole tra i protagonisti, con appena 643 millesimi a separare il poleman Marquez da Bezzecchi sesto.
Di Giannantonio e le ambizioni prima del weekend
Alla vigilia del Gran Premio, era stato proprio Fabio Di Giannantonio a lanciare la sfida ai rivali con maggiore convinzione. Il pilota romano, unico rappresentante Ducati ad aver superato quota 100 punti in classifica, si presentava a Balaton Park a 39 lunghezze di distacco da Bezzecchi, con la consapevolezza di poter fare bene su una pista che lo aveva già esaltato nel 2025.
«Balaton Park è una pista molto diversa, forse opposta al Mugello — aveva spiegato Di Giannantonio ai canali ufficiali del Pertamina Enduro VR46 Racing Team —. Ci sono grandissime frenate, è molto stretta e lenta, perciò sarà importante avere una moto stabile in frenata. Lo scorso anno mi sono divertito tantissimo in Ungheria». Il romano arrivava in Ungheria forte anche del terzo posto nella Sprint del Mugello e della vittoria in Spagna a Montmeló, primo successo stagionale in sella alla moto del team fondato da Valentino Rossi. Le dichiarazioni pre-gara di Di Giannantonio tradivano un’ambizione concreta, quella di tornare sul podio e ridurre ulteriormente il gap dal leader della classifica.
L’incidente di gara ha però rimescolato le carte in maniera imprevedibile: con Bezzecchi a zero punti e Martin protagonista in negativo della carambola, il Mondiale MotoGP 2026 si riapre in modo clamoroso proprio nel momento in cui sembrava prendere una direzione più definita. Le ultime notizie dal paddock confermano che la stagione è ancora tutt’altro che decisa, e che il GP d’Ungheria potrebbe rappresentare un autentico spartiacque nella corsa al titolo.