federico cina
Aggiornato Mer 24 Giu 2026 alle 17:42Il Roland Garros 2026 ha rappresentato un capitolo importante nella giovane carriera di Federico Cinà, il talento palermitano classe 2007 che continua a far parlare di sé nel panorama del tennis italiano. Le ultime notizie sul giovane siciliano raccontano di un torneo parigino vissuto con emozioni contrastanti: la gioia storica del primo turno e l’amara eliminazione al secondo.
La prima vittoria Slam e l’eliminazione a Parigi
Il 24 maggio 2026 è una data che Federico Cinà ricorderà a lungo. Proveniente dalle qualificazioni e con il ranking numero 238 del mondo, il giovane azzurro ha conquistato la sua prima vittoria in uno Slam, superando in cinque set il gigante americano Reilly Opelka, numero 75 ATP, con il punteggio di 3-6, 6-4, 6-2, 6-7, 6-4 in quasi tre ore e mezza di battaglia. Una prestazione di grande carattere, in cui Cinà ha saputo rimontare dopo aver perso il primo set, dominare il terzo e resistere alla rimonta di Opelka nel quarto, prima di chiudere il quinto con un break immediato difeso con i denti fino alla fine. Con questo risultato, il palermitano è diventato il secondo italiano più giovane a vincere un match in uno Slam dopo Jannik Sinner.
La favola parigina si è però interrotta tre giorni dopo, il 27 maggio, al secondo turno. Sulla terra rossa di Parigi, in una giornata torrida con temperature attorno ai 34-35 gradi, Cinà è stato sconfitto dall’olandese Jesper de Jong, numero 106 del mondo, con un netto 6-3, 6-1, 6-3 in un’ora e cinquanta minuti. Una prestazione opaca, in cui il siciliano ha mostrato evidenti lacune dal lato del diritto, prontamente sfruttate dall’avversario. De Jong, dopo un avvio incerto, ha preso progressivamente il controllo del match, lasciando a Cinà solo qualche timido tentativo di reazione — come le due palle break nel terzo set — senza mai riuscire a riaprire concretamente la partita.
Un percorso di crescita costante
Nonostante l’eliminazione al Roland Garros, le ultime news su Federico Cinà confermano una traiettoria di crescita solida e continua. Il 2026 era iniziato nel migliore dei modi: a marzo, il tennista palermitano aveva conquistato il suo primo titolo Challenger in carriera a Pune, annullando la bellezza di cinque match point a Felix Gill nel tie-break del terzo set. «Vincere il primo titolo Challenger annullando 5 match point rende tutto più bello», aveva dichiarato dopo quel trionfo, sottolineando anche i progressi sul piano atletico grazie al lavoro con il nuovo preparatore Hernandez, già collaboratore di Daniil Medvedev. Quella vittoria lo aveva proiettato per la prima volta nella top 200 del ranking ATP, alla posizione numero 183.
Il cammino di Cinà nel circuito maggiore era già iniziato in modo promettente nel 2025. A marzo di quell’anno, appena diciassettenne, aveva ottenuto la sua prima vittoria in un Masters 1000 a Miami, battendo l’argentino Francisco Comesana con due tie-break, prima di cedere a testa alta contro Grigor Dimitrov. Poi erano arrivate le wild card e le esperienze nei grandi tornei: a Madrid aveva superato Coleman Wong prima di lottare alla pari con Sebastian Korda, numero 24 del mondo, cedendo solo nel terzo set. A Roma, sia nell’edizione 2025 che in quella 2026, era uscito al primo turno, ma sempre dopo aver dato filo da torcere agli avversari.
Il padre Francesco aveva voluto frenare i paragoni con Sinner che si erano moltiplicati dopo le prime imprese del figlio: «Penso che nel tennis, ma più in generale nella vita, non si debbano fare paragoni. Ognuno ha la sua storia personale. Jannik oggi è un numero uno assoluto, una macchina perfetta. Lui invece è Federico Cinà, e noi restiamo con i piedi per terra». Parole di saggezza che fotografano bene l’approccio di una famiglia che vuole proteggere la crescita del giovane talento senza bruciare le tappe.
Quello che emerge dalle ultime notizie su Cinà è il ritratto di un ragazzo che sta imparando il mestiere del tennista professionista con la giusta gradualità. Le sconfitte pesanti — come il 6-0, 6-0 subito nel Challenger di Maiorca nell’agosto 2025 contro un avversario di ranking molto inferiore — fanno parte di un percorso normale per un giocatore così giovane. Ciò che conta è la capacità di reagire, come dimostrato dalla vittoria su Opelka a Parigi: un successo che vale più di tanti numeri e che certifica come il Roland Garros 2026 resterà comunque un torneo da ricordare nella carriera del giovane siciliano, nonostante la brusca frenata al secondo turno.