Didier Deschamps
Aggiornato Gio 06 Ago 2026 alle 08:47Le ultime notizie su Didier Deschamps raccontano di un uomo che ha vissuto settimane di grande intensità emotiva, tra il dolore personale per la perdita della madre e il ritorno in panchina in uno dei momenti più importanti del torneo: i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026 in Nord America. Il commissario tecnico dei Bleus è tornato al centro della scena calcistica internazionale, non solo per le sue scelte tattiche, ma anche per tutto ciò che ha circondato la sua figura umana nelle ultime settimane.
Il lutto, la polemica e il ritorno in panchina
Tutto è iniziato il 23 giugno, quando la Federazione calcistica francese ha comunicato che Deschamps aveva lasciato il ritiro per fare rientro in patria dopo la morte della madre Ginette, scomparsa all’età di 86 anni. Il ct ha così saltato l’ultima partita del girone contro la Norvegia, con il vice allenatore Guy Stephan a guidare la squadra al suo posto. Una scelta comprensibile, accolta con rispetto dall’intero mondo del calcio.
Tuttavia, non tutti hanno mantenuto lo stesso tono. Il giornale satirico Charlie Hebdo ha pubblicato una vignetta che ha scatenato un’ondata di indignazione in Francia: l’immagine ritraeva Deschamps mentre alzava al cielo l’urna funeraria della madre con la scritta “Deschamps porta a casa la coppa”. Una battuta giudicata di pessimo gusto da tifosi, politici e dalla stessa Federazione. La FFF è scesa in difesa del suo allenatore, con il presidente Dimanche che ha dichiarato: “Questa vignetta mi ha scioccato. La FFF sostiene la massima libertà di espressione, ma questa vignetta è comunque irrispettosa e indecente”. Anche il deputato di LFI Leaument ha preso le difese del tecnico: “Deschamps non è solo un personaggio pubblico: è un figlio in lutto. Un po’ di rispetto è chiedere troppo?”.
Il ritorno di Deschamps in panchina, avvenuto il 30 giugno in occasione del sedicesimo di finale contro la Svezia, è stato carico di significato. Le telecamere hanno immortalato un momento destinato a restare nella memoria collettiva: Graham Potter, commissario tecnico della Svezia, si è avvicinato a Deschamps pochi istanti prima del fischio d’inizio e lo ha abbracciato con grande rispetto. Un gesto spontaneo, autentico, che ha mostrato la dimensione umana del calcio al di là della competizione. L’immagine dell’abbraccio è diventata virale in pochi minuti, rilanciata dai media internazionali e apprezzata dai tifosi di entrambe le nazionali.
La fine di un’era e il futuro targato Zidane
Al di là dell’emotività del momento, i Mondiali 2026 rappresentano per Deschamps il capitolo conclusivo di un ciclo straordinario alla guida della nazionale francese. In carica dal 2012, il tecnico nativo di Bayonne ha conquistato il Mondiale nel 2018 e la Nations League nel 2021, costruendo una delle ere più vincenti nella storia dei Bleus. Ma il futuro appartiene già a qualcun altro.
Secondo quanto riportato da Le Parisien e confermato da diverse fonti vicine alla Federazione, tra la FFF e Zinedine Zidane sarebbe già stato raggiunto un accordo verbale definitivo per il post-Mondiale. Il presidente Philippe Diallo non ha lasciato spazio a molte interpretazioni: “Zinedine Zidane è un monumento del calcio francese. È del tutto logico che il suo destino e quello della Nazionale siano destinati a incrociarsi di nuovo. Non è una questione di ‘se’, ma di ‘quando'”. Zidane, che non allena dal 2021 dopo la lunga e vincente avventura al Real Madrid, avrebbe già iniziato a lavorare nell’ombra per definire il suo staff tecnico, con il fedelissimo David Bettoni in pole position come vice.
La transizione era nell’aria da tempo. Già a marzo 2025, Kylian Mbappé aveva commentato la situazione con la consueta franchezza: “Tutti parlano di Zidane, quindi non facciamo finta di vivere in una caverna e non sapere cosa sta succedendo, ma non spetta a me parlarne”. Il capitano dei Bleus aveva anche spento le voci su una presunta rottura con Deschamps, ribadendo il rispetto reciproco tra i due: “È stato il mio unico ct nella nazionale francese ed è lui che mi ha fatto debuttare”.
L’arrivo di Zidane viene letto non solo come una scelta sentimentale, ma anche come un segnale tattico e politico. Il rapporto tra Zizou e le stelle della squadra, a partire proprio da Mbappé, è notoriamente di profonda stima reciproca. La Francia si prepara dunque a chiudere l’era della solidità e della concretezza di Deschamps per abbracciare quella che molti sperano sia l’era del “calcio totale”. Prima, però, c’è ancora un Mondiale da giocare, e Deschamps — nonostante il dolore, nonostante le polemiche — è tornato al suo posto, in panchina, dove ha sempre saputo fare la differenza.