Claudio Domenicali

Aggiornato Gio 30 Apr 2026 alle 10:10

Le ultime notizie su Claudio Domenicali restituiscono l’immagine di un amministratore delegato sempre più centrale nelle dinamiche della MotoGP, capace di muoversi con disinvoltura tra mercato piloti, celebrazioni aziendali e gestione delle tensioni interne a un team che continua a dominare il Motomondiale. Le novità più recenti riguardano in particolare il futuro di Enea Bastianini e le riflessioni sul presente della Ducati in pista.

Bastianini e il possibile ritorno in Ducati: Domenicali apre le porte

Il tema che tiene banco in queste settimane di pausa forzata del Motomondiale — il Gran Premio del Qatar è stato rinviato a causa della delicata situazione geopolitica internazionale — è il mercato piloti in vista del 2027. Tra i nomi più discussi c’è quello di Enea Bastianini, che dopo il passaggio in KTM non ha mai trovato il feeling sperato con la moto austriaca. In due stagioni, il romagnolo ha collezionato appena un podio nel 2025 (terzo in Catalogna) e ha iniziato il 2026 in sordina, con un dodicesimo posto in Thailandia e un quindicesimo in Brasile, prima di una parziale ripresa in Texas con il terzo posto nella Sprint.

A sorpresa, è stato proprio Domenicali ad aprire alla possibilità di un ritorno di Bastianini in Ducati, in particolare al team Gresini Racing, la stessa squadra con cui il pilota aveva vissuto la sua stagione migliore nel 2022, chiusa al terzo posto assoluto con quattro vittorie. «Enea è un grandissimo talento che per un po’ di motivi non è mai riuscito ad affondare il colpo definitivo — ha dichiarato il CEO al Corriere Romagna —. Però vediamo, può darsi anche che possa tornare alla Ducati». Una porta aperta, dunque, anche se Domenicali ha precisato che «sui piloti del 2027 non tutti i giochi sono fatti, bisogna aspettare che un po’ di cose si incastrino».

Bagnaia, il nodo irrisolto nel dominio Ducati

Se il futuro del mercato piloti è ancora tutto da scrivere, il presente racconta di una Ducati che domina ma che al suo interno convive con una preoccupazione ricorrente: le difficoltà di Pecco Bagnaia. Nel corso della stagione 2025, Domenicali non ha nascosto il disagio per le prestazioni altalenanti del due volte campione del mondo, soprattutto a fronte dello strapotere di Marc Marquez. «La parte di Pecco ci preoccupa sempre un po’ — aveva ammesso dopo la Sprint Race del Gran Premio di Germania —, perché credo che anche gli sportivi italiani vorrebbero vederlo più forte».

Il manager di Borgo Panigale aveva anche provato ad analizzare le cause del problema, senza però trovare risposte definitive: «Quando si parla di feeling, non è così chiaro e non si riesce a misurare tutto. Bisogna provare a fare dei cambiamenti finché non si trova una strada». Una situazione paradossale per una squadra che nel 2025 ha conquistato il sesto titolo Costruttori consecutivo e il quarto Piloti di fila, ma che vede il suo pilota di punta faticare a tenere il passo del compagno di squadra.

Sul caso dei fischi al Mugello nei confronti di Marquez, Domenicali era intervenuto con fermezza: «Gli atleti non dovrebbero mai essere fischiati. Marc sta facendo quello che ci aspettavamo da lui quando abbiamo fatto quella scelta, quindi siamo molto contenti». Una presa di posizione netta, che riflette la filosofia del manager: difendere il sistema Ducati nel suo complesso, indipendentemente dalle simpatie del pubblico.

Il centenario Ducati e la visione di Domenicali

Al di là delle questioni di pista, Domenicali ha tracciato una visione ambiziosa per il futuro del marchio in occasione di Ducati in Festa a Bologna nel dicembre 2025. «Trovarci oggi qui, come azienda italiana di dimensioni medio-piccole, a festeggiare il sesto titolo Costruttori MotoGP consecutivo e il quarto titolo Piloti di fila è qualcosa che merita un applauso enorme», aveva dichiarato, prima di guardare con orgoglio al 2026, anno del centenario Ducati.

«Questo orgoglio va condiviso con tutti. Su questa solidità affrontiamo il 2026, un anno che sarà il più importante della storia perché celebreremo i nostri cent’anni. Arrivare a questo traguardo è qualcosa di enorme, vogliamo farlo senza nostalgia, senza quella polvere che a volte si posa sulle storie importanti». Una dichiarazione che sintetizza bene la filosofia del manager: rispetto per la tradizione, ma sguardo sempre proiettato in avanti. «La nostra storia non è un museo: è un trampolino», aveva concluso con una metafora efficace.

Le ultime notizie confermano dunque che Claudio Domenicali rimane il punto di riferimento di un progetto sportivo e industriale senza eguali nel motociclismo mondiale. Tra mercato piloti in fermento, la gestione di campioni dal carattere forte come Marquez e le incognite legate al rendimento di Bagnaia, il CEO di Borgo Panigale continua a navigare acque complesse con la stessa lucidità che ha trasformato la Ducati Corse nella squadra più vincente dell’era moderna della MotoGP.